Sport per la prevenzione

L’importanza dello sport per la prevenzione: benefici, raccomandazioni e storie di rinascita

Che lo sport faccia bene alla salute è un assunto diffuso e conosciuto. Purtroppo però i dati dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che una parte significativa della popolazione italiana mantiene ancora uno stile di vita sedentario, spesso per mancanza di tempo o di motivazione.  

La sedentarietà cresce con l’avanzare degli anni, passando dal 24% (18-34 anni) fino a toccare il 38% negli over 65, con conseguenze negative chiare per la salute. 

In AIDO parliamo spesso di donazione di organi, ma teniamo molto a parlare anche di prevenzione. Perché uno stile di vita sano, basato su alimentazione equilibrata, scelte consapevoli e attività fisica regolare, riduce il rischio di ammalarsi gravemente e, nel tempo, anche il numero di persone che avranno bisogno di un trapianto.

Quanta attività fisica fa bene? Le raccomandazioni dell'OMS

Nel 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato le proprie linee guida sull’attività fisica, fornendo raccomandazioni specifiche per ogni fascia d’età.  

Per i bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni, l’OMS raccomanda almeno 60 minuti di attività fisica al giorno.  

Per gli adulti tra i 18 e i 64 anni, l’OMS raccomanda almeno 150-300 minuti di attività aerobica di intensità moderata a settimanaOppure 75-150 minuti di attività intensa, combinata con esercizi di rafforzamento muscolare, almeno due volte a settimana. 

Per gli anziani over 65, le raccomandazioni sono simili, con l’aggiunta di esercizi specifici per l’equilibrio e la prevenzione delle cadute.  

Dunque, non è mai troppo tardi per iniziare a fare attività fisica, perché anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane (una camminata, le scale al posto dell’ascensore, una passeggiata in bici) possono fare la differenza per la nostra salute.  

Sport e prevenzione: benefici fisici e mentali

Secondo l’OMS l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio per la mortalità nel mondo.  
 
Al contrario, chi pratica regolarmente attività sportiva riduce significativamente il rischio di sviluppare alcune tra le malattie più gravi e diffuse. 

Tra le patologie che l’attività fisica aiuta a prevenire o a tenere sotto controllo ci sono sicuramente le malattie cardiovascolari come infarto, ictus e ipertensione. Lo sport contribuisce poi a prevenire il diabete di tipo 2, alcune forme di tumore come quello al seno e al colon, l’obesità e le malattie metaboliche.  

Lo sport però non agisce solo a livello fisico, ma aiuta a rallentare anche il deterioramento cognitivo legato all’età e a ridurre il rischio di sviluppare demenza.  
 
L’attività fisica regolare è infatti uno degli strumenti più efficaci per il benessere psicologico: aiuta a prevenire e alleviare i sintomi di ansia e depressione, migliora la qualità del sonno, favorisce una maggiore consapevolezza di sé e aumenta la fiducia nelle proprie capacità. 

Muoversi regolarmente è quindi uno degli atti più concreti che ognuno di noi può compiere per prendersi cura della propria salute e anche per ridurre il peso delle malattie croniche sull’intero sistema sanitario. 

Quando lo sport diventa rinascita

C’è una categoria di atleti che conosce meglio di chiunque altro il valore e i benefici dello sport. Sono le persone trapiantate che, dopo aver ricevuto un organo da un donatore, hanno scelto di tornare a muoversi e a fare attività fisica. 

Per loro lo sport è sicuramente prevenzione e benessere, ma soprattutto la prova concreta che dopo un trapianto la vita può ricominciare.  

Correre dopo un trapianto di rene. Nuotare dopo un trapianto di fegato. Giocare a tennis dopo un trapianto di cuore. È un simbolo di rinascita e il modo più bello per mostrare gratitudine a chi ha detto Sì alla donazione. 

European Transplant Games 2026: Arnhem celebra la vita dal 21 al 27 giugno

Proprio per celebrare lo sport come potente mezzo di prevenzione e simbolo di rinascita dopo un trapianto, dal 21 al 27 giugno ad Arnhem, nei Paesi Bassi, si terranno gli European Transplant Games. 

La più grande manifestazione sportiva europea dedicata ai trapiantati. Più di 1000 atleti provenienti da 24 paesi, supportati da 400 volontari, si riuniranno per una settimana indimenticabile all’insegna dello sport, della vita e della gratitudine. 

15 discipline sportive, atleti di età compresa tra gli 8 e gli 80 anni, famiglie, donatori e persone care provenienti da tutta Europa.  

Una celebrazione collettiva di cosa significhi, per la seconda volta, ricevere il dono della vita. Scegliendo di tornare a viverla prendendosi cura della propria salute e tornando a fare lo sport che si ama. 

Luca Sinagra, testimonial AIDO

Tra gli atleti italiani che gareggeranno ad Arnhem c’è Luca Sinagra, trapiantato di rene e testimonial AIDO per Modena Capitale del Volontariato 2026.  
 
Luca si presenterà ai Giochi con un record personale appena stabilito: 12.08 sui 100 metri e 24.82 sui 200 metri, conquistati al campo di atletica di Cesena a fine maggio. 
 
Seguiremo Luca con il grande tifo che merita. E con lui, tutti gli atleti che ad Arnhem porteranno sul campo la testimonianza più bella che esista: quella di una vita che continua grazie alla generosità del Sì alla donazione. 
 
Prendersi cura della propria salute con lo sport è già un atto di responsabilità verso se stessi. Scegliere di dire Sì alla donazione di organi è un atto di generosità e responsabilità verso gli altri. 

Se non hai ancora registratil tuo Sì alla donazione,
puoi farlo oggi 
in pochi minuti su 
digitalaido.it  

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