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Malattie cardiovascolari: l’importanza della prevenzione per mantenere il cuore in salute

Le malattie del sistema circolatorio rappresentano ancora oggi una delle principali sfide per la salute pubblica in Italia e nel mondo. Eppure i dati ci raccontano anche una storia di progresso: grazie ai miglioramenti negli stili di vita e nelle cure, la mortalità cardiovascolare è diminuita significativamente negli ultimi decenni.  
 
Vediamo gli ultimi dati a disposizione e capiamo insieme come prendersi cura della propria salute cardiovascolare. In AIDO crediamo che parlare di prevenzione sia tanto importante quanto parlare di donazione di organi. In questo specifico caso perché uno stile di vita sano può contribuire a impedire complicazioni in futuro, compreso il bisogno di un trapianto. 

Una buona notizia: la mortalità cardiovascolare è in calo

Negli ultimi quarant’anni, l’Italia ha registrato un calo straordinario della mortalità per malattie del sistema circolatorio. In parte per la diffusione di cure più efficaci, ma soprattutto grazie a cambiamenti degli stili di vita. 

dati dell’epicentro ISS indicano un passaggio da un tasso standardizzato di mortalità pari a 903,70 ogni 100.000 abitanti nel 1980 a 266,28 nel 2021. Una riduzione del 70%. Il tasso di mortalità negli uomini è sceso da 1.099,90 a 316,59, mentre nelle donne da 783,82 a 228,65. 

Le malattie cardiovascolari oggi

Nonostante i progressi, le malattie cardiovascolari restano però la principale causa di mortalità nel nostro Paese. In Italia provocano il 35% di tutti i decessi maschili e il 43% di quelli femminili. 

Gran parte delle malattie del sistema circolatorio è imputabile alle malattie ischemiche del cuore e alle malattie cerebrovascolari, come l’ictus.  

Informazioni che ci ricordano quanto sia importante non aspettare che il problema si manifesti ma agire in modo preventivo, con scelte di vita sane e consapevoli. 

I fattori di rischio

Le malattie cardiovascolari, nella grande maggioranza dei casi, sono il risultato di abitudini e condizioni che possiamo riconoscere e cambiare. 

Tra i principali ci sono ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, entrambe prevenibili con una dieta sana e l’attività fisica e trattabili con farmaci appropriati.  

Contribuiscono anche fumo, sedentarietà e un’alimentazione povera di frutta e verdura, ma ricca di sale e grassi saturi. Abitudini che agiscono lentamente ma in modo profondo sul nostro organismo e modificarle anche solo parzialmente può produrre effetti positivi, a qualsiasi età. 

Meno noti, ma altrettanto rilevanti, sono poi i fattori legati alla sfera psicosociale: depressione, isolamento sociale e basso livello socio-economico giocano un ruolo importante nell’insorgenza di queste patologie. 

Quando la malattia cardiovascolare porta al trapianto

In alcuni casi, le malattie cardiache raggiungono stadi così avanzati da rendere il trapianto di cuore l’unica opzione terapeutica disponibile.  

È una realtà che riguarda un numero significativo di pazienti italiani: secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti nel 2025 sono stati eseguiti 461 trapianti di cuore, +11,6% rispetto al 2024, il dato più alto mai registrato.  

Ogni caso di malattia cardiovascolare grave che si riesce a prevenire rappresenta quindi una persona in meno che si trova ad aspettare un trapianto. 

Le scelte quotidiane che fanno la differenza

Come abbiamo detto, si può intervenire sulla maggior parte dei rischi cardiovascolari modificando le proprie abitudini. Le strategie di prevenzione e la promozione di stili di vita salutari possono ridurre la prevalenza e la gravità delle principali condizioni a rischio e aumentare la proporzione delle persone con un basso profilo di rischio. 

Concretamente, questo significa: 

  • muoversi regolarmente: anche una camminata quotidiana di 30 minuti riduce significativamente il rischio cardiovascolare 
  • seguire una dieta equilibrata: ricca di frutta, verdura, legumi e povera di sale, grassi saturi e zuccheri 
  • non fumare: il fumo è uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiache 
  • controllare pressione e colesterolo: con visite periodiche dal medico di base 
  • mantenere un peso sano: il sovrappeso aumenta significativamente il rischio di ipertensione, diabete e malattie cardiache 
  • ridurre lo stress coltivando relazioni sociali positive, fattori protettivi spesso sottovalutati 

In AIDO ci impegniamo ogni giorno perché sempre più persone dicano Sì alla donazione e quel Sì possa diventare una nuova possibilità di vita per chi aspetta un trapianto.  
 
Ma ci impegniamo anche perché il numero di persone che hanno bisogno di un trapianto diminuisca nel tempo. 

Per questo continuiamo a diffondere informazioni utili a promuovere stili di vita sani: prevenzione e donazione possono essere considerate come due facce dello stesso impegno verso una vita migliore e più sana. 

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