Trasformate la febbre in alleata

Un incremento della temperatura corporea produce in genere ansie e timori. Eppure, in diversi casi non dobbiamo considerare il fenomeno in termini solo negativi. Ecco a quali condizioni

di Vita e Salute

La febbre è da sempre un evento che crea allarmi. Potremmo però definirla anche un’eterna incompresa. La ragione? Pur essendo un sintomo di qualcosa che non va, la febbre è altrettanto utile per difenderci in modo efficace. In ogni caso, l’innalzamento della temperatura corporea è un campanello di allarme di molte situazioni, che dovrebbe guidare malato, famiglia e medico a capire come mai si sia presentato. E quasi sempre non è indice di una situazione gravissima. In altre parole, la febbre è una strategia difensiva messa in atto dall’organismo per esaltare i meccanismi immunitari che lo proteggono dal dilagare di infezioni batteriche o virali, ma non solo.

Termoregolazione alterata

La febbre è la conseguenza di un’alterazione della termoregolazione, che comporta rialzo della temperatura corporea al di sopra del valore considerato normale (circa 36,7- 36,8 gradi Celsius in condizioni di normalità). Quando si parla invece di ipertermia ci si riferisce a fattori esterni (stanze o luoghi molto caldi, tipo saune) che comportano aumento della temperatura corporea senza variazione dell’attività di termoregolazione. La temperatura corporea (e la febbre) aumenta nel corso della giornata con un picco (acme) alle 17: il suo andamento va di pari passo con la diminuzione della produzione di cortisolo (o cortisone) .Quest’ultimo viene prodotto soprattutto nelle prime ore del mattino, con un picco verso le 8, e svolge azione antinfiammatoria, bloccando la produzione di particolari sostanze, le prostaglandine, responsabili dell’insorgenza della febbre.

Come comportarsi

L’aumento della temperatura corporea ostacola la replicazione dei microrganismi che infettano (batteri e virus). Per questo non ha molto senso, ai primi rialzi febbrili, ricorrere ai cosiddetti farmaci “antipiretici” o, peggio, agli antibiotici che, pur avendo la capacità di eliminare i batteri, se presi in maniera precoce o affrettata possono produrre resistenze che alla lunga li renderanno inefficaci.
Se non ci sono altri sintomi, la febbre può essere affrontata solo dopo aver superato i 38-38,5°C. Se si associa a sintomi come vomito, diarrea, tosse, mal di testa, dolori alle ossa, possono essere introdotti altri rimedi.
In caso di febbre, occorre restare a riposo a casa (non necessariamente a letto!), evitando di riscaldare troppo l’ambiente e di tenere le finestre chiuse; e poi bere molto: l’acqua (soprattutto fresca) consente di abbassare la temperatura e favorisce il processo di guarigione, permettendo alle cellule di idratarsi. E, come vedremo più avanti, aiutarsi con alcuni rimedi fiteterapici.

Chi la provoca

Fra le più comuni affezioni che possono provocare la febbre abbiamo:

  • Tutte le malattie da raffreddamento (raffreddore, influenza, faringo-tonsilliti, bronchiti, broncopolmoniti).
  • Molte malattie infettive.
  • Le infezioni urinarie (con febbre “a dente di sega”, che sale e scende varie volte al giorno).
  • Le gastroenteriti (con diarrea e vomito).
  • L’appendicite (febbre alta con dolore nella zona iliaca destra, corrispondente a una diagnosi di alta probabilità).
  • Tubercolosi, meningite, linfogranuloma o altre neoplasie.
  • Artriti infettive.
  • Enterite di Crohn (malattia infiammatoria cronica dell’intestino).

Inoltre, alcuni farmaci, come la penicillina e altri antibiotici, antistaminici e antiepilettici possono provocare il classico febbrone da contenere al massimo per evitare il rischio di convulsioni.

Non arriva da sola

Spesso la febbre è accompagnata da altri sintomi, in base alle cause. I più frequenti sono: brividi, sudorazioni, mal di testa, dolori muscolari e articolari, perdita dell’appetito, secchezza generale delle mucose, disidratazione e sete, debolezza generale. Febbri altissime, che superano i 40°C, possono generare anche confusione mentale, irritabilità, allucinazioni e persino convulsioni. Molte persone sono spaventate anche da una febbre a 38°C e chiamano subito il medico a casa. In realtà, quest’ultimo teme solo quelle che superano i 40 o i 41°C; a 42°C, infatti, possono esserci danni cerebrali.
Per questo è essenziale:

  • Contenere la febbre entro i 39-40°C, per mantenerne l’attività protettiva.
  • Tenere aperta la finestra (se si tratta di febbre virale l’ossigeno distrugge i virus) per favorire la circolazione d’aria.
  • Non restare sotto una coltre di coperte di lana, che farebbero salire ulteriormente la temperatura.

Quanto alle comuni convulsioni febbrili dell’età pediatrica, circa 1 bambino su 25, almeno una volta, le manifesta, con più probabilità tra i 6 mesi e i 5 anni, anche se in genere il primo attacco compare prima dei 3 anni. Più alta è l’età del primo attacco e minore risulta la probabilità che questo si ripeta. Il bambino si irrigidisce, in un arto o in tutto il corpo: sono attacchi che durano al massimo un paio di minuti ma che generalmente si risolvono abbassando la febbre. I genitori si spaventano, perché il bambino può perdere i sensi. È bene rivolgersi all’ospedale pediatrico più vicino; raramente, comunque, questi casi portano a gravi conseguenze.

Rimedi naturali

Infine, ecco come possiamo agire naturalmente per ridurre la temperatura corporea.

  • Possono essere d’aiuto alcune piante medicinali in grado di indurre una forte sudorazione disperdendo il calore in eccesso e riducendo di conseguenza la temperatura corporea. Queste piante possono essere assunte sotto forma di tisana calda, come tiglio, camomilla, cannella, menta, sambuco, eucalipto, centaurea, genziana e rododendro.
  • Utile anche bere molta acqua fresca, circa due litri, durante la giornata.
  • Fare, se possibile, un bagno in vasca: se la febbre persiste ad alte temperature, è efficace passare un quarto d’ora in vasca, con una temperatura dell’acqua minore di un grado rispetto a quella corporea (per esempio, febbre a 39,5°C, acqua a 38°5). Basta chiudere la finestra mentre si fa il bagno, asciugarsi subito e bene in modo completo appena usciti di vasca e infilarsi a letto. La temperatura calerà e il sonno sarà facilitato. Dunque, meglio farlo di sera.
  • Spugnature con acqua fresca: vanno bene in caso di ipertermia, sono da evitare in caso di febbre virale o batterica.

Farmaci, istruzioni per l’uso

I più comuni farmaci antipiretici sono il paracetamolo e l’ibuprofene, ben conosciuti col nome di pubblicizzate preparazioni commerciali.

  • Il paracetamolo può essere somministrato ogni 5-6 ore, facendo attenzione nell’adulto che non superi i 3-4 grammi e non vada oltre tre o quattro giorni; nel bambino si seguiranno le istruzioni del foglietto illustrativo, perché il dosaggio varia secondo il peso corporeo.
  • L’ibuprofene si somministra ogni 6-8 ore, ma solo nell’adulto.
  • Nelle prime fasi dell’innalzamento termico può essere utile anche l’aspirina, mai però nei bambini e negli adolescenti sotto i 16 anni.

Quando chiamare il medico?

La febbre è in ogni caso sintomo di qualcosa che non va nel nostro organismo. Vediamo quando è necessario rivolgersi al medico:

  • la febbre supera abbondantemente i 40°C;
  • non si risolve senza farmaci o altri rimedi in 2-3 giorni;
  • sussistono importanti problemi di salute (malattie di cuore, diabete, sieropositività, trapianti recenti, tumori, ecc.);
  • in caso di una vaccinazione recente;
  • nel caso compaiano eruzioni cutanee estese;
  • se si è tornati da poco da un viaggio in paesi lontani e con norme igieniche carenti.

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