Ogni anno in Italia circa 4.000- 4.500 persone ricevono un trapianto, il numero è in continuo aumento e ci auguriamo che il trend positivo continui anche nei prossimi anni.
Ad esempio, il 2025 è stato il miglior anno di sempre, con un numero record di trapianti (4.697) e donazioni (2.164).
Migliaia di nuovi inizi e di seconde possibilità, dietro alle quali c’è un sistema complesso e preciso e soprattutto, qualcuno che ha scelto di dire Sì.
Nonostante i numeri positivi, attorno al tema della donazione e al mondo dei trapianti circolano però ancora molti dubbi, false credenze e troppo silenzio.
Ecco perché continuiamo il nostro lavoro di informazione sul tema: conoscere come funziona davvero il sistema è il primo passo per fare una scelta consapevole.
Un sistema solido, basato sulla fiducia e su regole rigorose
Quando si parla di donazione degli organi, sappiamo che la diffidenza è spesso il primo ostacolo che porta molte persone a non dichiarare il proprio Sì.
È assolutamente comprensibile, perché si tratta di un tema che tocca la vita e la morte, e la paura di non sapere cosa succederà davvero porta molti cittadini a non scegliere o a scegliere di dire no.
Per questo fare informazione corretta è così importante.
Il sistema italiano dei trapianti è coordinato dal Centro Nazionale Trapianti (CNT), in collaborazione con i Centri Regionali Trapianti (CRT) presenti su tutto il territorio.
I protocolli sono rigorosi e definiti, dalla gestione delle priorità fino al trasporto degli organi. Un sistema che funziona bene e che si basa sulla competenza delle equipe mediche ma soprattutto sulla generosità delle persone che scelgono di dire Sì.
Dal prelievo al trapianto: un percorso preciso
Ma cosa succede concretamente dal momento in cui qualcuno dice Sì fino a quando un organo raggiunge chi lo aspetta?
È un percorso che molti immaginano vago o misterioso e quella vaghezza, spesso, alimenta i dubbi.
Proviamo a raccontarlo.
Quando un organo è disponibile, si attiva una catena di procedure coordinate al minuto.
I passaggi principali sono:
- accertamento della morte: il prelievo può avvenire solo dopo la morte accertata del donatore, secondo criteri neurologici o cardiocircolatori definiti dalla legge. Nel caso di morte accertata con criteri neurologici, sono previste sei ore di osservazione. Nel caso di arresto cardiaco, la legge italiana richiede almeno 20 minuti consecutivi di assenza di attività cardiaca prima di procedere.
- il prelievo dell’organo: viene eseguito da un gruppo di chirurghi dell’ospedale che effettuerà il trapianto, che raggiunge il donatore e opera secondo protocolli precisi.
- il trasporto: è una delle fasi più delicate. Gli organi vengono conservati a temperature controllate e trasportati nel più breve tempo possibile in ambulanza, in elicottero o in aereo a seconda della distanza. I tempi sono critici e specifici per ogni organo. I reni, ad esempio, possono essere mantenuti per più di un giorno, mentre il cuore deve essere trapiantato entro poche ore dal prelievo.
- il trapianto:una volta arrivato l’organo, i chirurghi procedono con gli ultimi controlli in sala operatoria, per poi procedere con l’intervento.
La lista d'attesa
Un’altra domanda molto comune sul funzionamento del sistema trapiantologico è quella relativa alla famosa lista d’attesa.
“Lista d’attesa” è forse l’espressione più fraintesa di tutto il mondo delle donazioni e dei trapianti, perché in molti immaginano una coda rigida, dove chi aspetta da più tempo è automaticamente il primo ad essere chiamato.
Non è così, e capire cosa significa davvero può cambiare la percezione di molte persone sul funzionamento dell’intero sistema.
Quando si dice che un paziente entra in lista d’attesa, non si intende una lista nel senso tradizionale del termine, ma di un database dinamico che assegna le priorità in base a criteri precisi: compatibilità, gruppo sanguigno, gravità delle condizioni e urgenza clinica.
Un sistema pensato per dare la migliore possibilità di vita a chi ne ha più bisogno, nel momento in cui ne ha più bisogno.
Perché informarsi è il primo passo
Conoscere come funziona il sistema dei trapianti non è solo una questione di curiosità. È la condizione necessaria per scegliere, in un senso o nell’altro, senza paura e senza pregiudizi.
Da oltre cinquant’anni in AIDO ci impegniamo a diffondere la cultura della donazione, una conversazione alla volta.
Ogni persona informata è una persona che può scegliere in modo consapevole. E ogni scelta consapevole è già, in qualche modo, un atto d’amore verso chi aspetta.
Parlare di donazione e informare la comunità è importante soprattutto in un momento in cui, nonostante i trapianti e le donazioni aumentino, aumentano anche le opposizioni alla donazione.
Al momento del rinnovo della carta d’identità, nel 2025 i “no” alla donazione sono stati pari al 40,1%, contro il 36,3% dell‘anno precedente.
Anche per questo, continuare ad informare e formare i cittadini è per noi un atto di dovere verso chi attende da tempo una seconda possibilità.
AIDO vuole fare un appello: a tutti i cittadini che al momento del rinnovo della carta d’identità hanno scelto di astenersi o hanno detto “no” per mancanza di informazioni vogliamo dire che c’è sempre tempo per cambiare idea, ma non serve aspettare.
Vi invitiamo a informarvi per compiere una scelta davvero consapevole.
Cosa devi sapere per cambiare la tua scelta:
- vale sempre l’ultima volontà: qualsiasi decisione presa in passato può essere modificata.
- non aspettare 10 anni: non serve attendere la scadenza del prossimo documento d’identità.
- bastano pochi minuti: puoi esprimere il tuo “sì” oggi stesso senza burocrazia.
Se deciderai di scegliere il “sì”, AIDO è a tua completa disposizione per registrare la tua volontà in modo sicuro e legale attraverso due modalità immediate:
- modalità digitale: in pochissimi click tramite l’App AIDO o direttamente sul sito ufficiale;
- atto olografo: compilando e firmando l’atto scritto a mano.
Informati, decidi e non rimandare.
Il tuo “sì” può fare la differenza adesso.
Se vuoi scoprire di più sulla donazione e registrare la tua volontà, visita la nostra pagina dedicata.
FONTI
Ministero della Salute
Centro Nazionale Trapianti
