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Trapianti di organi, in due settimane salvati 13 pazienti siciliani

Il nuovo anno inizia con un’intensa attività per la Rete regionale trapianti grazie al “SI” al prelievo di organi espresso dai familiari.

Sei consensi alla donazione di organi hanno salvato, in due settimane, 13 pazienti siciliani e due fuori regione. Il nuovo anno inizia con un’intensa attività per la Rete regionale trapianti grazie al “SÌ” al prelievo di organi espresso dai familiari di pazienti siciliani. Gli interventi di trapianto hanno impegnato le equipe chirurgiche dei tre centri regionali autorizzati, ARNAS Civico, Ismett e Policlinico di Catania, mentre due organi sono stati trasferiti in altre regioni nell’ambito del programma nazionale pediatrico.

«L’attività di queste due settimane, compreso il terzo trapianto di utero avvenuto al Policlinico dì Catania e la donazione a cuore fermo al Sant’Antonio Abate di Trapani- afferma Giorgio Battaglia, Coordinatore regionale del CRT Sicilia– testimonia il grande valore e l’impegno di tutta la rete trapianti. Solo con una perfetta organizzazione, e una grande professionalità dei professionisti coinvolti si possono raggiungere risultati così brillanti».

L’assessore alla Salute Giovanna Volo (nella foto) commenta: «Rivolgo un caloroso ringraziamento alle famiglie dei donatori e a tutti gli operatori della Rete Trapianti che hanno contribuito al raggiungimento di questi importanti traguardi. Ogni donazione e ogni trapianto sono il risultato del lavoro del Centro Regionale Trapianti e del Centro Nazionale Trapianti, dei coordinamenti operativi che hanno gestito il processo di donazione e trapianto, della generosità dei donatori e dei loro familiari che trasformano il proprio dramma familiare in un momento di gioia per tante altre persone a cui ridanno una speranza di vita. Sensibilizzare il pubblico al tema della donazione di organi, tessuti e cellule a scopo di trapianto e informarlo sulle modalità di dichiarazione di volontà è uno degli obiettivi del CRT Sicilia e della Regione per aumentare il numero di donatori e di trapianti e, di conseguenza, dare una risposta efficace ai tanti pazienti in lista d’attesa».

(Insanitas.it)

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