Trapianti. Con una Lamborghini Huracan della Polizia di Stato trasportato un rene da l’Aquila a Torino in meno di 5 ore

Una catena di solidarietà che ha attraversato l’Italia e che ha incrociato coppie di donatori incompatibili. Aperta con una donazione da un deceduto in Piemonte, si è chiusa nella stessa regione, attraversando Veneto e Abruzzo e salvando la vita a tre pazienti in trattamento dialitico. In questo modo si sono fatti viaggiare gli organi e non i riceventi.

Oltre 700 km percorsi in meno di 5 ore, dall’ospedale San Salvatore de L’Aquila all’ospedale Molinette di Torino, a bordo della Lamborghini Huracan, per trasportare un rene da trapiantare. Autori del servizio straordinario, nell’ambito del programma Cross-Over nazionale, gli agenti della Polizia di Stato.

Sono diversi anni che la Polizia di Stato collabora con l’Iss, il Centro Nazionale Trapianti, che coordina e gestisce tutti i programmi nazionali di trapianto e grazie alla Lamborghini viene assicurato il trasporto urgente di organi e tessuti umani in caso di necessità. L’utilizzo della velocissima autovettura ha consentito a molte persone di avere salva la vita. Negli anni sono stati portati a termine oltre 200 servizi di trasporto eccezionale, a favore della delicata catena di donazione organi. A questo scopo, il bagagliaio anteriore della vettura ospita una speciale attrezzatura frigobox per il trasporto urgente di organi per trapianti. Per il soccorso d’emergenza delle persone, l’equipaggiamento comprende anche un defibrillatore. Con la Lamborghini sono stati anche effettuati oltre 350 servizi operativi su strade e autostrade. La supercar è intervenuta in più di 1.500 incontri di educazione stradale, volti a diffondere la cultura della guida sicura.

E anche in questa occasione, trattandosi un tipo di donazione molto delicato – il passaggio dell’organo deve avvenire nel minor tempo possibile – gli agenti di polizia, in 4 ore e 45 minuti a bordo della Lamborghini Huracan attraversando Veneto e Abruzzo hanno salvato la vita a tre pazienti in trattamento dialitico. In questo modo si sono fatti viaggiare gli organi e non i riceventi. Quella di ieri è stata una catena di solidarietà che ha attraversato l’Italia e che ha incrociato coppie di donatori incompatibili, aperta con una donazione da un deceduto in Piemonte, si è chiusa nella stessa regione.

L’intervento è stato rapidamente effettuato presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino con l’équipe della Chirurgia Vascolare ospedaliera e della Clinica urologica (dirette rispettivamente dal dottor Aldo Verri e dal professor Paolo Gontero) e con l’assistenza anestesiologica dell’équipe del dottor Roberto Balagna. L’intervento è tecnicamente riuscito e per la paziente di 57 anni (affetta da insufficienza renale cronica) la dialisi è dietro le spalle, mentre la funzionalità del rene trapiantato migliora rapidamente grazie alle cure dell’équipe nefrologica (diretta dal professor Luigi Biancone – Direttore della Nefrologia e Responsabile del Programma di Trapianto di Rene, primo Centro in Italia per numero di trapianti renali anche nel 2022). La compatibilità biologica delle nuove coppie è stata determinata grazie al coinvolgimento di diversi Laboratori di Immunogenetica (per il Piemonte, il Laboratorio dell’ospedale Molinette di Torino, diretto dal professor Antonio Amoroso).

(quotidianosanita.it)

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