Togliete l’alcol al pancreas

Contro pancreatiti e rischi di tumore che interessano un organo così vitale, bisogna partire da alcune scelte legate al bere. E non solo. Ecco le altre informazioni che dobbiamo conoscere

di Vita e Salute

Il pancreas è un organo importantissimo ma poco conosciuto. Siamo di fronte a una ghiandola piuttosto voluminosa (20 centimetri la lunghezza, 4 e 2 rispettivamente l’altezza e lo spessore) collocata piuttosto profondamente nella cavità addominale, immediatamente davanti alla prima e alla seconda vertebra lombare. Il pancreas si trova dunque più vicino alla colonna vertebrale, che alla parte anteriore dell’addome.
Il pancreas è formato da due parti distinte, ma mescolate tra di loro: quella esocrina produce il succo pancreatico che, riversato nell’intestino, contribuisce alla digestione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine; quella endocrina, invece, produce due ormoni (insulina e glucagone) che vanno immessi direttamente nel sangue per regolarvi, in sinergia tra loro, i livelli di glucosio (glicemia).
Il pancreas si può infiammare e “pancreatite” è la denominazione di questo processo morboso. Si può presentare in forma acuta (circa 5-6 ogni 100mila abitanti i nuovi casi ogni anno in Italia), cioè improvvisamente e rapidamente, con possibile distruzione (nei casi più gravi) dell’organo a opera dei suoi enzimi digestivi i quali, invece degli alimenti, digeriscono la ghiandola stessa intaccando a volte anche gli organi circostanti. Il dolore è molto intenso e sempre presente, mentre nella forma cronica tende a ridursi con l’avanzare della malattia, a causa della distruzione progressiva delle cellule pancreatiche che producono gli enzimi digestivi.

Fattori di rischio

L’80-95% delle pancreatiti acute sono provocate da due cause: la presenza di calcoli biliari che ostruiscono lo sbocco del condotto che porta gli enzimi pancreatici nell’intestino (provocandone il reflusso nel pancreas e l’avvio dell’infiammazione) e il consumo di bevande alcoliche (vedi Consensus Conference sull’alcol della Società italiana di alcologia http://sia.dfc.unifi.it). Giocano invece un ruolo percentualmente secondario altre cause come il consumo di alcuni farmaci, l’esposizione a sostanze chimiche tossiche, le complicazioni di patologie virali (la parotite, per esempio) e le conseguenze di violenti traumi addominali.
Secondo gli esperti, dunque, la stragrande maggioranza dei casi di pancreatite acuta sono da addebitare al consumo di alcol e, naturalmente, a quei fattori che aumentano il rischio di formazione di calcoli nelle vie biliari (ipertensione arteriosa, aumento del colesterolo nel sangue, diabete, assunzione della pillola anticoncezionale, dieta ricca di formaggio e carne, con poche fibre, diete dimagranti drastiche, scarsità di vegetali freschi). Secondo una ricerca (Archives of Internal Medicine 2009; 169: 1035-45) anche il fumo di sigaretta costituirebbe una concausa della pancreatite acuta. Infine, è stato osservato un notevole incremento dell’incidenza della pancreatite acuta negli ultimi 40 anni, in coincidenza con l’aumento di diabete di tipo 2 e obesità, patologie associate a svariati fattori di rischio per l’insorgenza di processi infiammatori del pancreas.

Alla scoperta delle cause

Una volta diagnosticata la pancreatite, per prescrivere una cura è fondamentale stabilire la causa dell’infiammazione. In generale, i provvedimenti terapeutici più appropriati sono quelli che affrontano la radice del problema:

  • Se la causa è stata l’alcol, è necessario smettere di bere;
  • In presenza di calcoli è necessario eliminarli;
  • Se il problema è stata la dieta squilibrata e un eccesso di grassi, occorre modificare opportunamente l’alimentazione.

In particolare, durante la pancreatite la funzione digestiva risulta compromessa, soprattutto nei confronti di alcuni alimenti come i grassi, i fritti, le uova e la maionese, l’alcol.
Talvolta, soprattutto durante la crisi acuta (ma di tanto in tanto anche successivamente), può essere utile assumere per bocca (generalmente sono confezionati in capsule) gli enzimi digestivi pancreatici sintetici (amilasi e lipasi).

Di fronte al tumore

Si stima che il tumore del pancreas colpisca circa 13.700 persone in Italia, pari al 4 per cento di tutti i tumori di nuova diagnosi tra maschi e femmine. Le persone più a rischio sono nell’età compresa tra i 50 e gli 80 anni.
Tra i principali fattori di rischio, c’è il fumo (circa triplo rispetto a chi non fuma).
Altri fattori di rischio, anche se non ancora chiari nei dettagli, sono il diabete di tipo 2 (quello non dipendente da insulina) e alcune malattie genetiche rare.
Anche in questo caso, l’alcol può favorirne lo sviluppo, così come alcune esposizioni professionali a solventi di uso industriale e agricolo e a derivati della lavorazione del petrolio.
C’è anche un chiaro legame con l’obesità soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome e sono presenti intolleranza al glucosio, resistenza all’insulina e diabete.
La presenza in famiglia di casi di tumore del pancreas o della mammella o del colon costituisce un fattore di rischio aggiuntivo, in genere riconducibile a specifiche mutazioni genetiche ereditarie, che hanno un ruolo molto importante nello sviluppo della neoplasia.
È sicuro che la dieta ha un ruolo fondamentale: un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali sembra essere collegata a un aumento di rischio.
Sul fronte dei sintomi, purtroppo, il tumore del pancreas in fase precoce non dà segni particolari. E quando sono presenti, possono essere interpretati in modo errato sia dai pazienti che dai medici. Ecco perché la diagnosi spesso viene fatta quando la malattia è già estesa. Sintomi più chiari (variabili a seconda della zona del pancreas dove ha avuto inizio il tumore) compaiono quando il tumore ha iniziato a diffondersi agli organi vicini o ha bloccato i dotti biliari. Possono così manifestarsi perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla degli occhi e della pelle), dolore nella parte superiore dell’addome o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Una percentuale di malati che va dal 10 al 20 per cento può essere colpita anche da diabete.
Una piccola percentuale di malati di tumore del pancreas (20%) viene identificata quando il tumore è ancora localizzato e può quindi essere sottoposta a un’asportazione chirurgica che ha qualche probabilità di successo. L’intervento è complicato e gravato da rischi, e i risultati migliori si ottengono nei centri specializzati nella cura di questi tumori dove ogni anno viene eseguito un alto numero di interventi di questo tipo.

Regole d’oro per la pancreatite acuta

L’episodio di pancreatite acuta si verifica, in genere, in seguito a un eccesso, per esempio dopo un’abbuffata o dopo l’assunzione di alcol. Comunque si tratta, nella maggior parte dei casi, di un problema che dipende dallo stile di vita. Prevenire, dunque, si può. Ecco come:

  • Adottate un regime alimentare equilibrato, preferibilmente vegetariano.
  • Consumate regolarmente frutta e verdure fresche e crude.
  • Privilegiate gli alimenti proteici vegetali (legumi, semi oleosi, cereali integrali).
  • Limitate il consumo di grassi.
  • Consumate solo occasionalmente le salse a base di uova, gli alimenti fritti e quelli molto conditi.
  • Abolite il consumo di bevande alcoliche.
  • Non abusate dei farmaci, che andrebbero assunti soltanto se strettamente necessari e su prescrizione del medico.
  • Se la causa della pancreatite sono i calcoli delle vie biliari, valutate assieme al vostro medico di fiducia come affrontare la situazione e l’eventuale necessità di rimuoverli: tecniche chirurgiche come la laparoscopia hanno un impatto limitato sull’organismo e consentono spesso di lasciare l’ospedale appena 24 ore dopo l’intervento.

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