Raffreddore, tutte le mosse per ridurlo (o evitarlo)

Spesso i farmaci tradizionali hanno zero effetti su questo disturbo. Una fitta schiera di rimedi naturali può alleviare i sintomi. E fare molto di più

di Vita e Salute

Una delle conseguenze del periodo autunnale-invernale il rischio di raffreddori o disturbi anche più gravi dell’apparato respiratorio. Vediamo allora quali possono essere le piante e i rimedi naturali estremamente validi contro questi rischi.

Lo scudo verde

Salice è il nome comune del Genere botanico Salix, e nello specifico il salice comune o piangente, ampiamente diffuso anche in Italia, detto S. babilonica. Il principio attivo dell’aspirina (acido acetilsalicilico) è molto simile a quello contenuto nella corteccia di salice (salicina). Nella corteccia del salice coesistono diversi composti, accumunati dalle medesime proprietà antinfiammatorie e antipiretiche, che prevengono eccessivi rialzi febbrili. La corteccia del salice può essere usata nel trattamento del raffreddore in diversi modi, sotto forma di sciroppo, decotto e polvere ricavata dall’essiccazione della corteccia di ramoscelli di 2-3 anni.
Spirea, Filipendula ulmaria, è una pianta erbacea della famiglia delle Rosaceae, spontaneamente presente in tutta Europa lontano dalle coste marittime.
Essendo ricca di derivati salicilici e di flavonoidi, è un altro rimedio naturale dotato di proprietà antinfiammatorie e antipiretiche e quindi potenzialmente utile quando il raffreddore si accompagna a un lieve episodio di febbre. Insieme al salice, la Spirea è da considerare una sorta di “aspirina vegetale”.
I salicilati sono responsabili dell’inibizione di enzimi chiamati ciclossigenasi, che inibiscono la sintesi delle prostaglandine coinvolte nell’infiammazione e nel dolore a essa associato. Per questo motivo, rimedi naturali come la spirea si utilizzano per ridurre l’infiammazione e il dolore acuto o cronico.
Con l’influenza, la spirea può essere assunta per ridurre l’infiammazione e il dolore, in genere insieme ad altri rimedi fitoterapici per il raffreddore e la tosse, riducendo così i sintomi influenzali.
Anche per la spirea vale la regola che, a differenza degli antinfiammatori di sintesi chimica, non si hanno i tipici effetti collaterali gastrointestinali propri invece dei Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei).
Echinacea. La più studiata e usata per estrarre il fitocomplesso è l’Echinacea purpurea, principale esponente delle piante adattogene/immunostimolanti. La sua efficacia è stata osservata soprattutto in termini preventivi, particolarmente utili dato che la medicina ufficiale non è ancora capace di curare il raffreddore in sé, ma solo di alleviarne i sintomi. Ricordiamo che l’uso dell’estratto di questa pianta con bambini tra 1 e 12 anni, in gravidanza e allattamento, e in terapia farmacologica è sconsigliato oltre i 10 giorni.

Sambuco (genere Sambucus) e Tiglio (genere Tilia). Da queste due piante vengono estratti due rimedi naturali diaforetici, cioè in grado di far aumentare la sudorazione, un processo fisiologico in grado di migliorare e accelerare il decorso del raffreddore. Naturalmente si deve fare attenzione a non aumentare i rischi a causa di colpi d’aria o altri elementi nocivi.
Sicuramente un grosso aiuto ci viene dalla combinazione di queste potenti risorse naturali, anche se non ci dobbiamo limitare al lato più strettamente terapeutico. La salute, non solo per quanto riguarda il raffreddore, la si costruisce attraverso i nostri comportamenti in diversi ambiti, a partire dalla tavola.

La sfida a tavola

La cosa interessante è che un comportamento alimentare corretto rispetto al raffreddore e più in generale alle malattie da raffreddamento, avrà sicuramente ricadute benefiche anche per tutti gli altri settori.
Ci limitiamo a pochi esempi cominciando dalla vitamina C (Acido Ascorbico), un principio attivo che svolge numerose funzioni essenziali e tra queste ha la riconosciuta capacità di prevenire e ridurre i sintomi del raffreddore comune.
Si tratta, infatti, di un potente antiossidante che interviene nella difesa cellulare dai radicali liberi.
A parte il ricorso agli integratori, la vitamina C è presente prevalentemente in alimenti vegetali.
La vitamina D è prodotta dal nostro organismo a seguito dell’esposizione ai raggi del sole. Ironia della sorte, in inverno quando i rischi sono maggiori per il freddo, produciamo meno vitamina D, che ha anche tante altre funzioni fondamentali. Ma niente paura, la possiamo assumere con la dieta.
Uno studio effettuato sui bambini ci dice che l’assunzione sotto varie forme di vitamina D riduce l’incidenza delle infezioni delle vie respiratorie. Al contrario della vitamina C, la D si trova quasi esclusivamente in alimenti di origine animale, come aringa, sardina e salmone selvatico; per i vegetariani e vegani ne sono discrete fonti i funghi porcini e l’avocado.
Lo Zinco è un minerale che rientra in processi fondamentali e ha la dimostrata capacità di ridurre gravità e durata dei segni e dei sintomi del raffreddore, inibendo direttamente il legame e la replicazione del rinovirus nella mucosa nasale e sopprimendo l’infiammazione4,5.
Si tratta di un minerale presente in moltissimi alimenti sia di origine animale come crostacei, pesci e carni varie, sia di origine vegetale come legumi, noci e semi, cereali integrali e alcune verdure come asparagi e bietole.

Il ruolo della soia

Nella dieta antiraffreddore non possono mancare gli Isoflavoni (fitoestrogeni), cioè sostanze di origine vegetale simili sia nella struttura che nella funzione agli estrogeni prodotti dall’organismo, in modo particolare da quello femminile, dato che quello maschile ne produce quantitativi limitati.
La soia è sicuramente la migliore fonte di isoflavoni per costo, concentrazione e reperibilità. Le fonti migliori sono tofu, tempeh, miso, bevanda senza zucchero, farina e proteine di soia; mentre olio, gelati ed hamburger a base di soia sono poveri di isoflavoni.

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