Prosegue l’impegno dell’Aido Fabriano nei confronti della donazione degli organi

Molti non lo sanno ma nel nostro Paese, in cui la donazione degli organi non è caratterizzata dal silenzio – assenso. Ed è proprio per questo che il gruppo fabrianese ha predisposto una collaborazione con l’ufficio anagrafe, posizionando all’interno degli uffici un totem per spiegare che al momento del rinnovo della carta d’identità si può dichiarare la propria disponibilità a donare gli organi.

«Il primo aprile, compleanno di Sara Menichelli, la nostra donatrice di vita, insieme al primario di anestesia, rianimazione e terapia del dolore dell’ospedale “Profili” Cristiano Piangatelli, abbiamo l’appello “La vita vince sempre” visto che – spiega Luana Vescovi, referente di Aido Fabriano –  dopo due anni di dolore a causa di pandemia e guerra, la lista di attesa dei trapianti è drammaticamente cresciuta. Le persone stanno morendo perché ci siamo chiusi in noi stessi. Serve l’aiuto di tutti. Possiamo regalare vita ed un futuro a chi lo ha perso per sempre. Non smetterò mai di ringraziare il primario per crederci, per essersi messo in prima fila in questa battaglia insieme a noi e per averci messo la faccia, diventando il nostro testimonial. La consegna del totem all’ufficio anagrafe è stata l’occasione per rilanciare di nuovo il nostro messaggio chiedendo a tutti di pensarci e di aiutarci a far tornare il sole dopo troppo tempo passato al buio. Noi abbiamo detto sì, e tu?».

«Il territorio  di Fabriano – commenta il primario Piangatelli – è in stretta vicinanza con quello umbro e, pertanto, anche alla luce degli accordi tra le due regioni e dall’impulso degli amministratori, porteremo la campagna di comunicazione e sensibilizzazione anche nella vicina Umbria».

Tanti però sono i dubbi che ancora impediscono alla maggior parte della popolazione di dire “sì” alla donazione degli organi. Tra i primi quella della reale necessità degli organi, e la risposta non può che essere positiva visto che sono solo un terzo quelli disponibili per i richiedenti (l’attesa media per ogni paziente è di circa 3 anni). I 30 disponibili per milione di abitanti dimostra quanto sia necessario l’assenso alla donazione.

Proprio l’assenso è fondamentale perché i limiti della legge del 1999 possono essere superati grazie alla disponibilità annunciata in fase di rinnovo della carta d’identità o iscrivendosi ad AIDO anche utilizzando la nuova app, tramite SPID.

Anche i timori legati al prelievo degli organi devono essere fugati perché prima di procedere alla donazione sarà necessario certificare la cessazione della funzionalità cerebrale ed il parere di un collegio di 3 medici indipendenti che dopo aver monitorato il paziente per almeno 6 ore certificheranno la morte cerebrale perché non è un parere ma una certezza scientifica. In caso di opposizione o di cause mediche che impediscono la donazione si procede alla sospensione della ventilazione meccanica.

Altra domanda è quella legata alla “gestione” degli organi, perché il medico che certifica la morte del paziente donatore non può disporre la destinazione dell’organo appena espiantato.

Un passaggio importante quella della disponibilità alla donazione anche per i residenti all’interno del comune di Fabriano, per proseguire la sensibilizzazione e la “cultura del dono”. Sono circa 8.000 residenti su 30.000 ad aver già dato il consenso, e questa nuova iniziativa vuole far crescere il numero dei favorevoli ad un gesto di responsabilità e cura nei confronti del prossimo in difficoltà.

(Saverio Spadavecchia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su