Si definiscono Pas e sono particolarmente empatiche e intuitive. Possono però essere sopraffatte da un eccesso di sollecitazioni da parte dell’ambiente sociale. Non è comunque una patologia, ma un’attitudine diffusa, con virtù e alcune vulnerabilità
di Vita e Salute
“Sei troppo sensibile!” Quanti e quante se lo sono sentiti ripetere? Oggi sappiamo che quel troppo è da togliere, che una sensibilità più sviluppata dalla media non è un difetto o una patologia, ma un tratto di personalità. Che la ricerca ha individuato da una trentina di anni: oggi si parla di persone altamente sensibili o Pas (In inglese HSP, Highly Sensitive Person), oppure di sensibilità ambientale, o in termini scientifici di Sensory-Processing Sensitivity, “Sensibilità di elaborazione sensoriale”.

Di cosa si tratta
“Possiamo sintetizzare la condizione in cui vivono le persone Pas col titolo del mio ultimo libro sul tema, Tutto tanto sempre”, osserva la psicoterapeuta Nicoletta Travaini. “I Pas sentono tutto, tanto e sempre: una modalità che riguarda gli stimoli esterni e l’impatto con gli altri ma anche gli stimoli interni”. Analizzati più dettagliatamente di quanto facciano molti, tanto che è più facile esserne sopraffatti. In passato questa condizione è stata scambiata con l’emotività, o si è parlato di ipersensibilità: “Ms l’ipersensibilità non è un tratto di personalità ma una reazione anomala, legata in genere a un trauma”, sottolinea Elena Lupo, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del progetto Persone Altamente Sensibili-HSP Italia.
Anche la Sensibilità ambientale ha delle basi fisiologiche, individuate grazie al neuroimaging: “Una ricerca apparsa su Brain&Behaviour nel 2014 mostra in questi soggetti un’attivazione amplificata delle aree cerebrali legate alla cognizione sociale, all’empatia, al problem solving e all’autoconsapevolezza”, spiega Lupo.
“Studi sui gemelli mostrano che questa sensibilità ha una base genetica, anche se le esperienze di vita giocano comunque un ruolo importante”, spiega Francesca Lionetti, psicologa e psicoterapeuta, ricercatrice all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, autrice di vari studi sul tema. “Sembra per esempio che lo stress in gravidanza possa agevolare questo tratto nel nascituro”.

Test orientativi
Non trattandosi di una patologia, non si parla di una vera e propria diagnosi, ma ci sono test validati scientificamente, disponibili anche online, che permettono di individuare su che punto di un continuum, da bassa ad alta sensibilità, si colloca una persona. In ogni caso, chi desidera approfondire può rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto per un percorso di approfondimenti attraverso colloqui e altri test.
Se poi il risultato fosse positivo, non ci si deve spaventare: non si è mosche bianche, si calcola che alla categoria appartenga, in vario grado, tra il 25 e il 30% della popolazione. Uomini e donne quasi in egual misura, “anche se c’è un bias culturale che rende più difficile esprimersi per gli uomini, e può spingerli a nascondere queste caratteristiche per aderire agli standard”, osserva Lupo. “Oggi si vedono sempre più maschi Pas”, conferma Travaini, “anche se in genere vivono la situazione con maggiore difficoltà”.
E sapere di essere una persona Pas permette di sfruttare al meglio le caratteristiche e di gestire gli aspetti meno vantaggiosi: “Possiamo pensare alla sensibilità come a un superpotere che dà dei vantaggi, come la creatività, la capacità di gestire le relazioni o l’empatia, ma anche delle zone d’ombra”, ricorda Travaini: “Circa il 30% delle persone Pas è estroverso e capace di far emergere le proprie capacità mentre gli altri sono generalmente introversi”. Il vantaggio principale di questo tratto è forse la profondità di elaborazione, la capacità di cogliere i dettagli, “in questo modo si sviluppa un’elevata capacità di problem solving, ma al tempo stesso si tende a vivere un sovraccarico cognitivo”, sottolinea Lupo. Anche se proprio per la loro capacità di cogliere i segnali deboli, le persone Pas funzionano bene nelle situazioni di emergenza, “come se avessero una sorta di interruttore che scatta quando necessario”, osserva Lionetti.

Il ruolo della psicoterapia
“Per una persona Pas il supporto di uno psicoterapeuta può aiutare a legittimare un modo di essere diverso da quello che consideriamo standard, e che è comunque legato a uno stigma”, spiega Lupo, “può succedere che i soggetti Pas sviluppino ansia, depressione o attacchi di panico proprio per la difficoltà di vivere la loro condizione in un ambiente non sempre facile”. Uno psicoterapeuta può aiutare a guardare la vita in modo diverso: “Ci sono persone che si sono sempre sentite sbagliate e in questo modo riescono a ristrutturare le esperienze vissute in passato, imparano a capire meglio come sono e come proteggersi”, osserva Travaini, “a gestire meglio le loro energie e ritagliarsi dei momenti per ricaricarsi”. E soprattutto a gestire le relazioni con i propri simili, croce e delizia delle persone Pas: “La situazione in cui danno il meglio di loro grazie alle loro capacità empatiche, e anche una fonte di dolore in caso di relazioni inadeguate, per esempio con narcisisti manipolatori e incapaci di empatia”, prosegue la psicologa: “È importante selezionare e soprattutto rendersi conto che gli altri non sono come noi, e pretendere che facciano tutto quello che servirebbe per non ferirci porta inevitabilmente alla frustrazione”. Dal punto di vista delle relazioni di coppia, non è detto che una persona Pas si possa trovare bene solo con un proprio simile. L’importante è comunicare e aiutare il partner a comprendere le differenze”.

Il Pas nei bambini
Per i bambini Pas non è sempre facile cavarsela, per questo è utile che i genitori e insegnanti conoscano le loro caratteristiche – esistono test pensati per loro – e siano in grado di aiutarli. “Pensiamo per esempio al sovraccarico di stimoli”, spiega Lupo. Questi bambini hanno bisogno di spazi di silenzio, di solitudine e non devono essere sovraccaricati di impegni o tempestati di domande quando escono da scuola. I bambini Pas hanno bisogno di conoscere bene l’ambiente in cui si trovano, “ed è importante lasciare loro il tempo per inserirsi in una classe o un gruppo di amici, accompagnarli nella gestione delle emozioni e vedere se ci sono reazioni di rabbia o di tristezza causate dal sovraccarico di stimoli”, spiega Lionetti. Tenendo conto che una classe affollata o una compagnia rumorosa non saranno mai l’ambiente ideale per loro.
“Una caratteristica degli studenti Pas”, conclude Lupo, “è quella di dare i risultati migliori quando si sentono supportati, mentre sono in difficoltà in situazioni sfidanti”.
Test di personalità
Per scoprire se avete un profilo Pas, ecco un test da fare: https://www.personealtamentesensibili.it/wp-content/uploads/2018/10/self-test-1.pdf
Indirizzi web
– www.personealtamentesensibili.it Sito di Persone Altamente Sensibili – HSP Italia.
– https://sensitivityresearch.com/it Un sito web in più lingue gestito da un gruppo di ricercatori tra cui Francesca Lionetti.
– http://www.ipersensibili.com A cura di Nicoletta Travaini
