MIGLIORI DIFESE IMMUNITARIE CON UN TUFFO NELLE TERME

Le ultime ricerche rilanciano l’efficacia delle cure termali
Ecco in sintesi i benefici che si possono ricavare


Di Vita&Salute

Si tratta di un punto di partenza di un grande lavoro di ricerca, ma ciò non toglie che gli studi su campioni in vitro potrebbero aprire la strada al progresso scientifico e futuri studi clinici hanno le carte in regola per poter aiutare a identificare, nella vita di ogni giorno e nella pratica clinica, gli effetti sul sistema immunitario della balneologia.

Il Covid aveva rallentato, se non fermato, le attività termali. Oggi, grazie anche agli incentivi dell’anno scorso il settore sembra ripartire. Questo grazie anche alle ultime e ampie analisi delle ricerche in questo settore. I dati confermano l’importante ruolo della balneoterapia nella prevenzione di alcune patologie, ma aprono interessanti prospettive anche in altri campi di ricerca.  

Infiammazione e immunità
Negli ultimi decenni è cresciuto l’interesse per il ricorso a modelli preclinici per studiare gli effetti biologici della balneoterapia sull’infiammazione e l’immunità. Recentemente, poi, anche studi clinici e trial randomizzati controllati sono stati sviluppati per studiare in vivo gli effetti della medicina termale sul sistema immunitario umano. Un inteso lavoro di ricerca che ha posto all’attenzione modelli incoraggianti, anche se i meccanismi attraverso cui l’immersione in acqua termale o i trattamenti con fanghi possano essere utili per migliorare le funzioni immunitarie umane non sono ancora del tutto chiariti.
Sono stati considerati di recente 30 studi in vitro su campioni umani e animali, pubblicati tra il 1997 e il 2020, che hanno preso in esame gli effetti della balneoterapia sul sistema immunitario in modelli di patologie dermatologiche, muscoloscheletriche e infiammatorie. In più, sono stati valutati altri 10 studi clinici su popolazioni sane e di pazienti affetti da artrosi, spondilite anchilosante, fibromialgia e psoriasi.
Su campioni umani in vitro, i composti sulfurei contenuti nelle acque termali svolgono un’azione antinfiammatoria su lesioni psoriasiche e su condrociti artrosici. Gli stessi composti sembra che siano in grado di regolare l’infiammazione e la risposta immunitaria a livello del sangue periferico umano. Operando una sintesi, emerge che i risultati ottenuti in vitro evidenziano gli effetti antinfiammatori e immunomodulatori della balneoterapia in diverse patologie umane. Anche in vivo, nelle coorti (gruppi) di pazienti affetti da osteoartrosi considerate, la balneoterapia ha mostrato di avere efficacia antinfiammatoria, modulando la risposta citochinica e modificando la percentuale di cellule T regolatorie in circolo.
Dopo avere eseguito dei cicli di balneoterapia e fangoterapia, si è vista una riduzione dei livelli sierici di molecole pro-infiammatorie, come, tra l’altro, la proteina C-reattiva, e un aumento di quelle antinfiammatorie come il fattore di crescita Igf-1.
Anche in pazienti affetti da fibromialgia o spondilite anchilosante, la balneoterapia ha dimostrato di influenzare i mediatori della flogosi infiammazione. 
È evidente che si tratta di un punto di partenza, ma ciò non toglie che gli studi su campioni in vitro potrebbero aprire la strada al progresso scientifico e futuri studi clinici hanno le carte in regola per poter aiutare a identificare, nella vita di ogni giorno e nella pratica clinica, gli effetti sul sistema immunitario della balneologia, andando a sviluppare ancora di più la possibilità di impiego dei trattamenti termali. 

Senza effetti collaterali
Uno degli aspetti più interessanti della balneoterapia è un approccio terapeutico che non presenta effetti collaterali ed è indicata anche per bambini e donne in gravidanza. “Oltre a essere piacevole, sicura e comoda non ha interazioni con altri farmaci e non ti fa sentire più malato”, sottolinea Giampiero Girolomoni, Direttore della clinica dermatologica presso l’università di Verona. “E allora va bene per quanti hanno delle resistenze nei confronti delle terapie farmacologiche e, in più, per chi è costantemente in cura rappresenta una pausa dal trattamento. Infine, può essere vissuta anche come un momento di riflessione sulla propria malattia perché dà la possibilità di socializzare con altri pazienti in un ambiente diverso da quello ospedaliero”.



Chi ha diritto alle cure termali Inps
Per beneficiare di cure termali, è possibile rivolgersi al proprio medico curante. Le cure balneo-termali sono a favore soltanto di persone che presentano specifiche patologie che potrebbero determinare l’invalidità dell’interessato. Inoltre, la fruizione delle cure può avvenire soltanto in periodo feriale. Le prestazioni idrotermali possono essere fruite dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, anche al di fuori dei congedi ordinari e delle ferie annuali, solo in casi di effettiva urgenza. In altri termini, la fruizione al di fuori dei periodi di ferie o di congedo è lecita solo se un medico specialista Asl o Inail prescrive un trattamento termale tempestivo, che risulti determinante per la cura o la riabilitazione dell’interessato.
L’Inps concede le terapie: per un solo ciclo annuale, pari a 12 giorni-2 settimane di cura, dal lunedì della prima settimana al sabato della seconda, in base al calendario stabilito dall’ente. Fino a un massimo di 5 cicli di cure nell’arco dell’intera vita assicurativa.

Le cure balneo termali spettano:
– ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria Inps;
– ai dipendenti Inps iscritti alla stessa Assicurazione generale obbligatoria;
– ai lavoratori autonomi che versano il contributo Ivs all’Inps;
– ai lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps;
– ai titolari di assegno non definitivo di invalidità;
– ai lavoratori socialmente utili (Lsu).

I lavoratori devono soddisfare le seguenti condizioni:
– 5 anni di anzianità assicurativa e 3 anni di contribuzione nei cinque anni precedenti la domanda; per i lavoratori parasubordinati iscritti presso la gestione separata i requisiti contributivi devono essere perfezionati con i soli contributi versati nella stessa gestione;
non aver già goduto o dover godere nello stesso anno prestazioni termali a carico del Ssn o di altri enti;
non essere titolari di pensione di anzianità o anticipata prima dell’effettuazione del turno di cure;
– non essere titolare di assegno definitivo di invalidità o di pensione di inabilità;
non essere titolare di pensioni di fondi integrativi e fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria;
– essere affetti da patologie reumatiche (osteoartrosi ed altre forme degenerative; reumatismi extra articolari) o patologie delle vie respiratorie, come bronchiti croniche semplici o accompagnate a componente ostruttiva; sono escluse le malattie che riguardano altri apparati;
non devono sussistere controindicazioni alle cure termali,

Le cure termali possono essere concesse anche a chi, pur avendo superato i limiti di età, non ha maturato i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia.

Fonte: laleggepertutti.it

Info utili – Acque speciali
Ecco alcuni centri termali dove potere beneficiare dei composti sulfurei contenuti nelle acque per varie azioni terapeutiche.

Bagni di Vinadio (CN)
Terme di Sirmione(BS)
Terme di Cervia(RA)
Terme di Scraio Vico Equense (NA)
Terme di Arta (UD)
Terme di Brisighella (RA)
Terme di Caramanico (PE)
Terme di Castel San Pietro (BO)
Terme di Cretone (RM)
Terme di Monticelli Spa (PR)
Terme di Porretta Spa (BO)
Terme di Vulcano (ME)
Terme di Santa Lucia (MC)
Terme Felsinee (BO)
Terme di Raiano (AQ)


AIDO ringrazia Fondazione Vita e Salute e la Chiesa Cristiana Avventista che con il suo 8×1000 sostiene la promozione di un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e insieme un gesto concreto verso la promozione della cultura del dono.

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