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MENTRE CAMMINO PULISCO L’AMBIENTE E DO UN FUTURO AL PIANETA

La pratica di abbandonare rifiuti nel verde arriva a inquinare anche fiumi e mari. C’è allora chi ha pensato di unire il piacere di fare passeggiate nella natura alla rimozione dell’immondizia

di Vita&Salute

Le ripercussioni del “littering” (rifiuti gettati sul suolo pubblico) sono molto pesanti: inquinamento ambientale, degrado e danno estetico, effetti sulla qualità di vita, nonché elevati costi diretti di igiene urbana. Un mancato rispetto quindi delle più semplici norme civiche e di buon senso. Qualcosa però si muove.
“La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”, scriveva Bruce Chatwin. Il terreno però sui cui camminare, rispetto a quello degli anni Sessanta in cui scriveva questo autore, è ben diverso. Sopra l’erba e accanto al sottobosco, c’è un’altra materia per niente organica, che sembra spuntare senza grande fatica: non solo scarti plastici, come bottigliette e confezioni degli snack, ma anche tanti prodotti usa e getta non biodegradabili, se non in centinaia o migliaia di anni, come mascherine, guanti di gomma, salviettine rinfrescanti, bottiglie della birra, mozziconi di sigaretta e lattine di alluminio. Non di rado si trovano anche i chewing gum buttati via con incuria, anche sapendo che non sono decomponibili.

Incivile littering
Questo fenomeno si chiama tecnicamente littering e viene analizzato da Giorgio Ghiringhelli nel libro L’abbandono di rifiuti e il littering (Edizioni Ambiente), che lo defiisce come un fenomeno di “rifiuti gettati via impropriamente e illegalmente su suolo pubblico e anche privato senza che vi si presti troppa attenzione”.
Le ripercussioni del littering sono molto pesanti: inquinamento ambientale, degrado e danno estetico, effetti sulla qualità di vita, nonché elevati costi diretti di igiene urbana.
Un mancato rispetto quindi delle più semplici norme civiche e di buon senso.
Qualcosa però si muove: lentamente ma con energia, in Italia si sta sviluppando una buona pratica, quella di passeggiare nella natura raccogliendo ogni rifiuto visibile e trasportabile.
Questa particolare attività, il cosiddetto Eco-trekking, è stata ideata da “Inspire”, un’organizzazione no profit nata a Roma nell’ottobre del 2017, che promuove uno stile di vita Zero Waste attraverso la raccolta dei rifiuti con uscite outdoor e l’educazione ambientale nelle scuole. È stata fondata da tre giovani donne fra i 29 e i 32 anni – Alice Bartolelli, Alice Bellini e Veronica Gabriele – amiche e appassionate di arrampicata e trekking.
Il progetto si rivolge a ogni tipo di persona: adulti, bambini e anziani. I benefici sulla salute sono evidenti sin dalla prima uscita, dato che si tratta di una vera e propria attività sportiva all’aria aperta, che migliora la tonicità muscolare e favorisce l’ossigenazione dei polmoni, oltre che fare da valvola di sfogo per allentare gli stress quotidiani tipici della vita moderna. “Dopo le nostre passeggiate la maggior parte dei partecipanti ci ringrazia dicendoci che questa attività gli ha reso ancor più evidente come le azioni individuali possano davvero fare la differenza. Molti di loro iniziano così, trovando un punto di partenza all’interno di un gruppo, per proseguire in un circolo virtuoso di buone pratiche volte alla filosofia zero waste”, commenta con entusiasmo una delle animatrici di Inspire, Alice Bellini. Grazie a questi feedback le ragazze hanno messo a disposizione una guida Zero Rifiuti, consultabile sul sito (indirizzo web https://inspire-ecoparticipation.com/guida-zero-rifiuti-inspire/) che viene implementata man mano grazie ai consigli dei partecipanti e dei sostenitori.


Anche nei parchi di città
C’è anche la versione cittadina nei parchi, sulle strade o in percorsi periferici: il Plogging, una pratica svedese che unisce le parole “pick up” (raccogliere) e “run” (correre). Questo trend, che viene dalla fredda ed ecologica penisola Scandinava, unisce l’ecologia al fitness. Si tratta infatti di una specie di jogging; si corre o si cammina velocemente fermandosi ogni volta che si avvista un rifiuto lungo i marciapiedi o negli spazi verdi. Un gesto che diventa parte dell’attività sportiva con particolari tecniche di piegamento e stretching mentre si raccoglie qualcosa da terra.
In Liguria è possibile fare Plogging sui sentieri verticali e di crinale delle Cinque Terre, da giugno a ottobre presso i centri accoglienza del Parco presenti nei cinque borghi. Il progetto si chiama Cinque Terre Walking Park ed è promosso dal Parco nazionale Cinque Terre in collaborazione con Ati Cinque Terre.
Sono tante le possibilità in tutta la penisola italiana, ma se non si trovano iniziative del genere vicino casa, mai demordere nell’intento. Si può tranquillamente iniziare anche da soli, con tutte le precauzioni del caso. Oppure una buona idea potrebbe essere quella di organizzare un’allegra competizione ecologica. Da provare anche a distanza l’uno dall’altro. Ci si ritrova con gli amici per una passeggiata “trova rifiuti”. Al tramonto si conteggia il “bottino” dei partecipanti, incoronando come vincitore chi ne ha raccolti di più.

La stessa attività è un gioco green adatto perfino ai bambini più piccoli, da fare nel parco durante le feste di compleanno o di domenica nei cortili con gli amichetti e i fratellini.


REGOLE D’ORO: CINQUE COSE DA FARE

1. Forma fisica: soprattutto per le prime escursioni è fondamentale chiedere al proprio medico se si è in grado di affrontare il percorso.

2. Controllo del meteo: per evitare brutte sorprese è sempre consigliato verificare se è prevista pioggia, temperature in calo o forte vento.

3. Abbigliamento: meglio vestirsi “a cipolla”, ovvero con vari strati, da modulare in base al clima e allo sforzo muscolare, e di optare per pantaloni comodi, traspiranti e impermeabili e lunghi, in modo da essere protetti da erbe urticanti, freddo improvviso, cadute e punture di insetti. Utile avere sempre con sé un k-way e un copri zainetto da pioggia.

4. Scarpe da trekking: per evitare poca presa al terreno e possibili infortuni sarebbe bene prediligere scarpe adatte alle escursioni o da montagna.

5. Lo zaino perfetto: prima di partire è importante fare il check e controllare di avere una cartina dei sentieri da percorrere, una borraccia con l’acqua (vietate le bottigliette di plastica ovviamente), una scatolina con frutta secca per mantenere il giusto livello energetico, un kit di pronto soccorso, il cappellino, una crema solare, gli occhiali da sole, senza dimenticare un paio di guanti da usare per raccogliere i rifiuti.

INFO per Ecotrekking e Plogging

Inspire
www.inspire-ecoparticipation.com
inspire.ecoparticipation@gmail.com

Plogging in Liguria
www.parconazionale5terre.it
visiteguidate@ati5terre.it
0187.762600

AIDO ringrazia Fondazione Vita e Salute e la Chiesa Cristiana Avventista che con il suo 8×1000 sostiene la promozione di un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e insieme un gesto concreto verso la promozione della cultura del dono.

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