pelle in gravidanza

Mamme curatevi la pelle in gravidanza, per curare il vostro bimbo

Alterazioni anatomiche e ormonali mettono sotto stress la pelle in gravidanza e dopo il parto. Con formazioni di vari inestetismi. Quali prodotti usare salvaguardando la salute di madre e figlio

Per esempio, nel periodo della gestazione è sconsigliato l’uso di creme o trattamenti schiarenti. Possiamo invece mantenere ben idratata la pelle in gravidanza ricordandoci, nel periodo post partum, di non usare prodotti cosmetici dall’odore molto forte che potrebbe disturbare il neonato nel momento dell’allattamento.

Di Vita&Salute

La pelle delle mamme in attesa richiede un’idratazione maggiore durante la gestazione a causa del cambiamento dei livelli di progesterone ed estrogeni e della contemporanea formazione di nuovi tessuti come la placenta. C’è quindi la necessità di impiegare prodotti idratanti e nutrienti che non influiscano sulla salute materna e fetale. Oltre a questo, occorre tenere conto di altre esigenze. Vediamo quali.

Regole da seguire

La natura come sempre ci offre ottime risorse dalle quali trarre giovamento.

1. Il primo prodotto naturale idratante e nutriente da impiegare è l’olio di mandorle dolci (Prunus dulcis). Facile da reperire e da applicare, è assolutamente innocuo anche se impiegato in grandi quantità. Utile effettuare massaggi circolari su addome e fianchi che sono le zone maggiormente colpite da smagliature e perdita di collagene, la sostanza che dona elasticità alla nostra epidermide. L’olio di mandorle dolci è utilizzabile sia prima che durante la gravidanza e anche nella fase dell’allattamento, poiché non contiene sostanze interferenti che possano penetrare attraverso la cute fino al circolo sanguigno.

2. Un altro olio molto utilizzato per la sua facilità di assorbimento e le sue qualità elasticizzanti è l’olio di jojoba (Simmondsia chinensis), un arbusto originario delle zone desertiche del Messico e dell’Arizona. La struttura chimica dell’olio di jojoba risulta molto simile a quella del sebo cutaneo con un’ottima azione emolliente ma non comedogena; in altre parole, non causa la comparsa di impurità della pelle. Anche quest’olio può essere impiegato durante la gestazione e l’allattamento.

3. L’Aloe vera, molto conosciuta per le sue proprietà antiossidanti e idratanti, può essere usata sotto forma di gel per prevenire la comparsa di inestetismi e smagliature, ma soltanto prima della gravidanza. Alcune sostanze presenti nella sua composizione, denominate antrachinoni, possono interferire, anche se limitatamente dato l’uso esclusivamente topico, con alcuni ormoni come gli estrogeni presenti ad alti livelli in gravidanza e causare macchie cutanee o dare eventuali reazioni allergiche.

4. Un vero toccasana per le prime smagliature, quelle di colore rossastro, che si presentano durante la gravidanza o subito dopo durante l’allattamento, è l’olio di Rosa mosqueta. Con questo termine spagnolo in realtà si indicano diverse specie di rosa, tutte provenienti dal nostro continente e dall’Asia occidentale. Dai frutti di questi arbusti, si ottiene per spremitura un olio ricco di vitamina C, carotenoidi (precursori della vitamina A) e acidi polinsaturi omega 3 e omega 6. Le componenti di quest’olio sono, quindi, fortemente antiossidanti e ricostituenti tanto da essere consigliato anche per contrastare la formazione di cheloni (ispessimenti della pelle tipici del processo di cicatrizzazione cutaneo).

Brufoli, acne & Co.

Durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, è possibile notare la comparsa di brufoli, un aumento di sebo o vere e proprie forme di acne tra le quali troviamo proprio l’acne gravidica. L’incremento di alcuni ormoni, soprattutto di progesterone, può indurre un aumento dell’attività delle ghiandole sebacee e causare questi inestetismi. Le future mamme che hanno già avuto problemi di acne, cute grassa e alterazioni ormonali sono maggiormente predisposte a sviluppare questo tipo di problematiche della pelle. Le zone del corpo più colpite sono viso, schiena e braccia.

Per correre ai ripari, chiediamo subito consiglio al nostro medico di fiducia e, con le dovute attenzioni, fare uso di creme a base di prodotti naturali e di estratti di piante ad azione cutanea antinfiammatoria e lenitiva come lavanda (Lavanda officinalis), camomilla (Chamomilla matricaria), rosmarino (Rosmarinus officinalis) e bardana (Arctium lappa).

Nel secondo trimestre di gestazione, tra il 4° e il 6° mese, la pelle del viso può andare incontro a un’iperpigmentazione, denominata anche “maschera gravidica” o melasma, specialmente in alcune zone come fronte, zigomi e contorno occhi. Il melasma gravidico è causato da un accumulo di melanina, lo stesso pigmento che è responsabile dell’abbronzatura, la cui produzione viene fortemente aumentata dallo squilibrio degli ormoni estrogeni durante la gravidanza.  Per trattare la maschera gravidica è necessario rivolgersi primariamente al proprio ginecologo che valuterà la situazione e l’eventuale necessità di trattamenti.

Nel periodo della gestazione è sconsigliato l’uso di creme o trattamenti schiarenti, possiamo invece mantenere ben idratata la pelle ricordandoci, nel periodo post partum, di non usare prodotti cosmetici dall’odore molto forte che potrebbe disturbare il neonato nel momento dell’allattamento.

Altri aspetti da considerare? Nel post parto, e durante l’allattamento, la pelle potrebbe avere un incarnato un po’ grigio e spento, segnato dalla mancanza di sonno e dallo stress a cui sottoposto l’organismo materno. Le neomamme dovrebbero prendersi cura della propria pelle riprendendo a poco a poco la skin care quotidiana attraverso l’impiego di maschere tonificanti e rigeneranti una volta alla settimana, preferibilmente utilizzando prodotti a base di estratti vegetali ricchi di antiossidanti, come gli antociani contenuti soprattutto nell’uva e nei frutti di bosco.

Sostanze da evitare

Quali prodotti evitare in gravidanza? È buona abitudine controllare le informazioni riportate sull’etichetta del prodotto, come l’Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) che rappresenta la denominazione internazionale impiegata per indicare i diversi componenti/ingredienti presenti all’interno di un cosmetico. Leggendo l’Inci possiamo evitare ciò che potrebbe essere assorbito per via transplacentare. Ecco alcuni esempi.

  • Retinoidi: sono una classe di composti chimicamente legati alla Vitamina A, vengono impiegati nei cosmetici per coadiuvare la cicatrizzazione della pelle e il rinnovo cellulare. A dosaggi elevati possono divenire teratogeni in gravidanza, ossia provocare malformazioni relative all’apparato cardiaco, al sistema nervoso centrale e all’orecchio del feto.
  • Triclosan: è una sostanza impiegata soprattutto nei saponi e nei dentifrici per la sua azione antibattericida. È potenzialmente rischioso per l’essere umano poiché può interferire con il nostro sistema endocrino e, di conseguenza, sull’embrione.
  • Perossido di benzoile: possiamo trovarlo nei prodotti cosmetici usati per combattere brufoli e acne date le sue proprietà antiseborroiche e antibatteriche. Viene facilmente assorbito dalla pelle e metabolizzato dall’organismo che lo elimina attraverso le urine. Data la sua elevata capacità di entrare in circolo per via topica è sconsigliato in gravidanza.
  • Idrochinone: è presente nei prodotti cosmetici specifici per capelli (es. lozioni), manicure artificiale e nelle creme ad azione schiarente. Può essere impiegato puro nelle creme mirate alla depigmentazione delle macchie e delle discromie della pelle che possono comparire anche in gravidanza a causa di alterazioni ormonali. Può causare dermatiti allergiche da contatto nella madre ed essere potenzialmente tossico per l’embrione. Il suo utilizzo è stato vietato in quasi tutti i cosmetici.

AIDO ringrazia Fondazione Vita e Salute e la Chiesa Cristiana Avventista che con il suo 8×1000 sostiene la promozione di un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e insieme un gesto concreto verso la promozione della cultura del dono.

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