La storia del vigonovese raccontata in piazza durante la serata “Donare è rock”
VIGONOVO – La storia del vigonovese Lorenzo Baliello raccontata in piazza durante la serata “Donare è rock”. A tre anni di distanza dal trapianto di fegato, è tornato ad una vita normale e anche a praticare sport a livello agonistico. Lorenzo Baliello, 51 anni, venerdì 6 settembre è stato al centro della serata “Donare è Rock”, organizzata con l’Aido per la sensibilizzazione sulla donazione degli organi. Baliello è sposato con Maddalena e ha un figlio, Matteo, di 11 anni.
IL RACCONTO
«Nel 2003 mi è stata diagnosticata una rara malattia epatica degenerativa, la Csp, colangite sclerosante primitiva ha spiegato Baliello -. Nel giro di 18 anni mi ha provocato la cirrosi fino ad entrare in lista d’attesa per il trapianto di fegato a gennaio 2021». A luglio dello stesso anno è arrivata la prima chiamata. Il fegato non era però risultato compatibile. «Dopo otto giorni mi è arrivata una seconda telefonata e finalmente il 29 luglio 2021 sono stato trapiantato a Padova dal professor Gringeri, facente parte dell’equipe del professor Cillo, una eccellenza dei trapianti epatobiliari in Italia ed Europa. L’intervento è durato undici ore ed è riuscito perfettamente, tanto che solo dopo otto giorni sono stato dimesso». Il recupero è stato lento ma continuo, nonostante due piccole crisi di rigetto e i tanti farmaci. «Anche grazie alla mia tenacia e alla mia voglia di tornare a una vita normale sono tornato a fare sport come anni prima, quando praticavo sci di fondo a livello agonistico».
Baliello ha fatto parte della società Sci Nordico Terme Euganee e ha partecipato a varie gare di Gran fondo internazionali, come la Marcialonga e la Dobbiaco Cortina, rispettivamente di 70 e 42 chilometri. A gennaio di quest’anno ha ottenuto l’idoneità agonistica. Si è iscritto alla Gran Fondo internazionale di 37 chilometri “Dobbiaco Cortina”, unico trapiantato tra circa mille atleti da tutta Europa. Il 4 febbraio ha partecipato e concluso la gara di 37 chilometri con grande orgoglio e soddisfazione. Cercando un modo per sdebitarsi col suo “angelo donatore” che in parte ancora vive in lui, (era un ragazzo di circa 17 anni di cui non conosce l’identità), Baliello si è iscritto all’Aido e con il gruppo comunale di Vigonovo ha pensato di far conoscere a tutti la sua storia. «Grazie a Lorenzo per averci fatto conoscere la sua storia – ha sottolineato il sindaco di Vigonovo Luca Martello -. Ogni organo trapiantato rappresenta una seconda possibilità per qualcuno che, senza di esso, non potrebbe vivere. Un trapianto non è solo una questione di sopravvivenza, ma anche, come abbiamo visto con Lorenzo, riacquistare l’autonomia e la qualità di vita. Ritengo importante l’adesione all’Aido, perché in questo modo si contribuisce a diffondere la cultura della donazioni».
Fonte: https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/lorenzo_balielo_fegato_cirrosi_trapianto-8357020.html
