La natura in soccorso della Cistite

Fonte di disagio, soprattutto nelle donne. Bisogna allertarsi se il disturbo persiste più giorni. Un’alleanza tra dieta, regole d’igiene ed erbe curative può risultare molto efficace

di Vita e Salute

Può causare dolore e altri disturbi piuttosto fastidiosi. Ed è più frequente nelle donne per ragioni prevalentemente anatomiche. La cistite (dal latino cystis, vescica, accompagnata dal suffisso -ite che indica in medicina l’infiammazione) è l’infiammazione della vescica causata di solito da un batterio, ma favorita da diverse altre condizioni.
Non è in genere una patologia grave. Nella maggioranza dei casi si tratta di episodi isolati (“mi è capitato qualche volta nella vita”) e che migliorano e guariscono spontaneamente nel giro di poco tempo (ore o giorni).
Il discorso cambia quando in alcune circostanze questa infiammazione si ripete frequentemente. A quel punto è bene avviare un approfondimento diagnostico e individuare una terapia adeguata. Anche per evitare il caso, raro ma possibile, che l’infiammazione della vescica possa coinvolgere anche le alte vie urinarie e arrivare, attraverso gli ureteri (sottili tubicini che portano l’urina dai reni alla vescica) fino ai reni, causando una pielonefrite. Evento ben più grave della semplice cistite.
Ecco quindi una prima indicazione importante: se una cistite non migliora spontaneamente nel giro di qualche giorno è necessario sentire il proprio medico.

I sintomi: dolori fastidiosi

I sintomi principali e inconfondibili della cistite sono il dolore acuto e/o il bruciore quando si urina e un fastidioso stimolo a urinare più frequentemente del solito. A volte l’urina è scura e maleodorante e si può osservare anche la presenza di qualche goccia di sangue. Completa il tutto una sensazione di malessere e di stanchezza che suggerisce (o dovrebbe suggerire) di riposare. In effetti, il riposo costituisce il primo efficace complemento terapeutico della cistite. Non è un caso che sia comunissima l’osservazione che il manifestarsi della cistite sia determinato o sia almeno concomitante a un periodo di stress e di lavoro impegnativo e senza soste, sia sul piano fisico che psichico.

Le principali cause

Nelle infiammazioni della vescica giocano ovviamente un ruolo importante i batteri. Si tratta di microrganismi (l’Escherichia coli è il più frequente) che vivono normalmente nell’intestino, dove hanno generalmente un ruolo non patogeno se contenuti all’interno della foltissima comunità batterica intestinale. Quando, tuttavia, questi batteri si trasferiscono nelle vie urinarie si possono moltiplicare senza controllo, diventare causa di problemi e produrre fenomeni infiammatori.
Questa dislocazione dall’intestino alle vie urinarie può avvenire per via esterna partendo dall’ano e arrivando all’uretra, il condotto che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno. Questo passaggio si verifica più facilmente nel sesso femminile perché nelle donne l’uretra è molto corta (3-4 centimetri di lunghezza) e più vicina all’ano di quella maschile.
Naturalmente, ci sono anche altri fattori che favoriscono questo passaggio di batteri: i rapporti sessuali, un’igiene intima scadente, ma anche eccessiva, specialmente se effettuata con prodotti disinfettanti che alterano il fisiologico equilibrio batterico di questa delicata zona anatomica. Imputata è anche l’abitudine, nelle donne, di procedere alla pulizia anale e dei genitali esterni procedendo da dietro in avanti invece che il contrario. Da non dimenticare che alcuni strumenti utilizzati per scopi specifici (come i cateteri urinari o il diaframma contraccettivo) possono favorire microtraumi e una contaminazione involontaria delle vie urinarie. Anche l’abitudine di indossare biancheria intima poco traspirante (in materiale sintetico) e pantaloni molto aderenti potrebbe contribuire a creare una condizione di sofferenza locale.

Intestino squilibrato

Un eventuale squilibrio dell’ambiente intestinale, con sviluppo anomalo di fenomeni fermentativi e putrefattivi e la conseguente instabilità della flora batterica può costituire un elemento da non sottovalutare, specialmente in presenza di episodi ripetuti di cistite. Quella che viene comunemente definita come colite e un’eccessiva presenza di gas intestinale sono tutti sintomi di uno stato infiammatorio dell’apparato digerente. Una condizione che favorisce il passaggio di batteri dall’intestino agli organi vicini come la vescica.
Normalizzare la funzionalità intestinale, dunque, è un prerequisito fondamentale per evitare il ripetersi di episodi di cistite. Prima di tutto adottando una dieta adeguata, a base vegetale (cereali integrali, legumi, frutta, verdure, semi oleosi), ricca di fibre e di sostanze protettive, e con limitata presenza di alimenti di origine animale.

Terapia antibiotica

La terapia più diffusa della cistite prevede l’assunzione di un antibiotico. È auspicabile che questo provvedimento avvenga su prescrizione del medico di fiducia e dopo aver effettuato una urinocoltura e un antibiogramma per individuare il batterio presente e poter quindi utilizzare l’antibiotico più efficace.

Il buon senso naturopatico

Alcuni semplici provvedimenti possono spesso risolvere il problema e rendere così inutile un’eventuale terapia farmacologica. Come, per esempio, bere molto (almeno un paio di litri al giorno, meglio se di tisane; utilissimo il decotto di orzo perlato: 1-2 cucchiai di orzo in un litro d’acqua, sobbollire per 30 minuti, filtrare e bere), tenere al caldo la pancia con una coperta o una borsa dell’acqua calda, evitare rapporti sessuali, prendere una purga per “rinfrescare” l’intestino.
A patto, naturalmente, di utilizzare prodotti non irritanti, come il lattulosio, uno zucchero che non viene digerito e assorbito e che richiama quindi nell’intestino molta acqua. Risultato? Una pulizia delicata con l’eliminazione di residui fecali ingombranti e irritanti.
Infine, accertato che la stanchezza fisica e mentale giocano un ruolo chiave nell’origine del disturbo.

Mirtillo americano o rosso contro i batteri

Il succo di mirtillo americano (Vaccinium macrocarpon), commercializzato in capsule o bustine è un rimedio naturale in caso di cistite. Sembra che la sua efficacia dipenda dal fatto che contrasta l’adesione alla parete della vescica dell’Escherichia coli e di altri batteri responsabili di infezioni delle vie urinarie limitandone, di fatto, la moltiplicazione e la produzione di tossine infiammatorie.
In erboristeria e in farmacia è anche disponibile il macerato glicerico (MG) dei germogli di mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea). Un prodotto in gocce che risana l’intestino, normalizzando i fenomeni fermentativi e regolarizzando il transito fecale. Inoltre questo preparato contrasta in modo specifico lo sviluppo dell’Escherichia coli nelle vie urinarie.

Regole d’oro di prevenzione

Alcune semplici regole per allontanare il rischio di cistite.

  • Per la pulizia dei genitali e della zona anale è preferibile non usare detergenti profumati o saponi disinfettanti. Molto spesso l’acqua fresca o tiepida è più che sufficiente.
  • Urinare non appena si avverte lo stimolo e svuotare sempre completamente la vescica.
  • Mantenere ben idratato l’organismo, in modo che nelle vie urinarie il flusso di urina sia abbondante, anche per limitare la moltiplicazione dei batteri.
  • Specialmente per le donne, è importante detergere le parti intime partendo dalla parte anteriore verso quella posteriore.
  • Indossare biancheria intima in cotone o fibre naturali, evitando quella sintetica.
  • Non indossare regolarmente pantaloni attillati.

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