La grande bufala del bere alcolico moderato

Se ormai nessuno difende il consumo di alcolici in assoluto, molte deroghe e concessioni si fanno sulle modiche quantità. Dal “Fa bene al cuore” a “Toglie l’ansia, scopriamo tutte le false idee sul tema

di Vita e Salute

“Oggi occorre fare tanta attenzione perché la disinformazione sul vino e sugli altri alcolici in genere in questi ultimi anni sta puntando sui giovanissimi. Quando si leggono notizie relative al binomio ‘vino e salute’, da medici e ricercatori dediti alla prevenzione ci rendiamo conto di quanto poco si faccia per contrastare le bufale che pervadono la cultura e la società. È un dato di fatto il rilievo di una sensibilità assente: quella della prevenzione basata su una comunicazione corretta, valida. A maggior ragione sull’alcol”. È quanto dichiara il professore Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol, direttore Centro Oms ricerca sull’alcol, Istituto superiore di sanità.
Se questo tipo di informazioni cadessero nel vuoto non ci sarebbe da preoccuparsi, purtroppo giovani e giovanissimi abboccano all’amo e si vantano delle loro bevute e degli aperitivi pomeridiani insieme agli amici, che fanno tendenza e convivialità. Quello della convivialità è un messaggio da non trascurare. “Noi non assumiamo grappa o whisky, che sono roba da adulti, ma preferiamo gli amari egli aperitivi, cercando di stare attenti alle dosi”, dicono convinti.
Viene da chiedersi dove stia la differenza. E invece sta nella prima bufala più gettonata, quella di un consumo moderato di alcolici.

Fake news sotto la lente

“Fa bene al cuore”. Una delle bufale più in voga è quella del vino rosso che fa bene al cuore. Tempo fa si poteva leggere in un quotidiano nazionale: “Anche dentro al calice si possono trovare proprietà che fanno bene. Pur essendo più alcolici della birra, rosso (soprattutto) e bianco (in base agli studi più recenti) possono rappresentare un aiutino al benessere dell’organismo. Innanzitutto aiutano a controbilanciare i danni deleteri del fumo (sic!), regolando gli effetti che il tabacco provoca nei vasi sanguigni. Il rosso ‘pulisce’ l’endotelio, uno strato di cellule che riduce l’attrito tra i vasi linfatici e i vasi sanguigni, ma che soprattutto riveste la superficie interna del cuore. E poi si sa che un bicchiere al giorno contribuisce a prevenire le malattie alle coronarie e ad abbattere il colesterolo cattivo. Non solo, ha anche un effetto anticoagulante. Significa che fa calare il rischio di trombosi. Sorseggiare un buon calice può anche prevenire la comparsa di arteriosclerosi, una delle malattie causate dalla degenerazione e dall’irrigidimento delle arterie. L’alcol contenuto nel vino, grazie alla formazione di ossido favorisce il rilassamento delle pareti arteriose”.
Perché non è vero. Come scrive l’Oms in un’informativa diretta ai giornalisti scriva: “Il messaggio ampiamente pubblicizzato sull’alcol come protezione da patologie cardiovascolari, non è corretto e, come largamente sottolineato e diffuso dalla Federazione mondiale dei cardiologi e dalla società europea di categoria, è privo di evidenza scientifica e responsabile di distogliere l’attenzione dai danni alcol-correlati”.

“Regola la pressione”. Sempre sul vino rosso: “Anche se si sa che il consumo eccessivo di alcol provoca ipertensione, bere un bicchiere di vino (massimo 250 ml) riduce la pressione dopo aver mangiato. Più in là si va con l’età, meglio è accompagnare i pasti con un po’ di rosso. Le ricerche dimostrano che il resveratrolo (un componente del vino) ha effetti neuro protettori e tiene lontano l’Alzheimer e la demenza senile”.
Perché non è vero. Una nuova revisione di studi suggerisce che chi assume con regolarità alcol va incontro a un aumento della pressione, e questo succede anche tra quanti non presentano problemi di ipertensione. La ricerca ha esaminato sette diversi lavori che hanno visto la partecipazione di oltre 19mila adulti, esaminati per oltre cinque anni. I risultati? Sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Hypertension e si evidenzia che il consumo moderato è associato a un aumento dei valori pressori. In più, non si è appurato che ci siano effetti benefici in adulti che hanno bevuto quantità moderate di alcol rispetto a quanti non lo avevano assunto. Ecco anche il commento di Marco Vinceti, professore di epidemiologia e salute pubblica presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia: “Notevole è stata la sorpresa nel constatare che anche il consumo di una quantità bassa di alcol si collegava a variazioni della pressione sanguigna più elevate nel tempo rispetto a nessun consumo. Però c’è da osservare che gli effetti sulla pressione erano sensibilmente inferiori rispetto a quelli osservati nei forti bevitori”.

Altre mistificazioni

Più ci si addentra nei messaggi fuorvianti, più si rimane a bocca aperta. Ecco un altro esempio: “Certo è che il vino previene i raffreddori, riduce la possibilità di ammalarsi di cancro alla gola o alla prostata, riduce il fastidio delle emorroidi”. Pazzesco! E non è finita.
Si è anche letto roba del genere: “Un bicchiere di vino a cena aiuta a dissipare i pensieri e ora, pare, anche a ripulire il cervello – letteralmente. In base a una nuova ricerca pubblicata su Scientific Reports, il consumo di basse dosi di alcol faciliterebbe il processo di smaltimento di tossine nel cervello (incluso il ‘risciacquo’ dalle proteine, il cui accumulo è associato con l’Alzheimer) e contribuendo a spegnere l’infiammazione cellulare. Assunta in dosi moderate, questa sostanza potrebbe avere un’influenza positiva sul sistema glinfatico, l’‘impresa di pulizie’ che, attraverso il liquor – un fluido presente nel sistema nervoso centrale – elimina le sostanze di scarto nel cervello, rispendendole al sistema circolatorio, e da qui al fegato, per essere smaltite…”.
Sei ansioso? Bevi! “Più ansioso sei, più effetti positivi ha il vino. Un leggero consumo di alcol quotidiano riduce i rischi di eventi cardiaci importanti come ictus e infarti. Di quanto? Del 20% nella popolazione generale, mentre del 40% tra le persone che soffrono di ansia e paure varie. Questi i risultati a cui giunge un nuovo studio del Massachusetts General Hospital. I ricercatori, in pratica, ritengono di aver scoperto finalmente la ragione dei noti benefici dell’alcol in moderazione sulla salute cardiovascolare”.
Perché non è vero. Ancora una volta, è sempre l’Oms a smentire: “Piuttosto che alleviare lo stress, abbassa la percezione del rischio che può essere alla base dell’ansia di fondo nella vita quotidiana o in certe circostanze; bere alcolici può causare danni psicologici e fisiologici e può aggravare gli effetti dello stress”.
Sentite anche questa. “Ma vino e birra non hanno solo aspetti goliardici. Dietro a bouquet fruttati e schiume bianche nascondono anche proprietà benefiche. Proteggono il cuore e i reni, migliorano la memoria e aiutano a combattere i disturbi del sonno. Si dice anche siano un toccasana durante la menopausa”.

Un’ultima considerazione: sarebbero necessari almeno 240 litri di vino al giorno per raggiungere un qualunque desiderato effetto. Una quantità assurda per un obiettivo già mentito dalle linee guida per la prevenzione.

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