IN BICI PER LIBERARE LA MENTE E BRUCIARE I GRASSI

Pedalare produce notevoli effetti positivi. Riduce i chili di troppo. Abbassa colesterolo e glicemia. E allenta le tensioni, fino ad aumentare le energie psicofisiche

Di Vita&Salute

Alcune ricerche hanno evidenziato una serie di vantaggi per chi usa la bicicletta per recarsi al lavoro: riduzione del Bmi (indice di massa corporea), dell’obesità, della trigliceridemia, della pressione arteriosa e dell’insulinemia a digiuno.

Che la bicicletta sia un toccasana per la salute fisica e mentale è testimoniato da coloro che la utilizzano ogni giorno per recarsi al lavoro, per sbrigare le incombenze quotidiane e per diletto. Lo affermano però anche studi scientifici dai quali risulta chiaro che pedalando si perde peso, si resta giovani e si è in genere più contenti. La bicicletta è in effetti anche una specie di antistress che permette di stare meglio, ricaricare le energie e aumentare la fiducia in se stessi. Alcune ricerche inoltre hanno evidenziato una serie di vantaggi se la si usa per recarsi al lavoro: riduzione del Bmi (indice di massa corporea), dell’obesità, della trigliceridemia, della pressione arteriosa e dell’insulinemia a digiuno; mentre aumenta il colesterolo Hdl, quello “buono”.

Antistress naturale
Da interviste effettuate a ciclisti urbani è emerso che il 43 per cento degli intervistati assicura di considerare la bicicletta il miglior antistress, mentre secondo il 35 per cento il senso di benessere associato al pedalare consente di recuperare le energie. Inoltre, l’uso costante della bicicletta (e soprattutto le esperienze di cicloviaggi lunghi più giorni), affinano la necessità di progettare e dosare tempi e forze, e di confrontarsi costantemente con l’ambiente e con i propri limiti. In questo modo aumenta in modo considerevole la fiducia nelle proprie capacità. Il che produce vantaggi a cascata anche su numerosi altri aspetti della vita, come ben sanno gli psicologi.

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Prepararsi
All’inizio, scegliete itinerari semplici e che non richiedano sforzi eccessivi. Non trascurate anche un minimo di allenamento. Da sottolineare che, chi effettua ogni giorno 8-10 chilometri in bicicletta (es. per recarsi al lavoro) è perfettamente in grado di sopportare tragitti giornalieri di 60-80 chilometri senza particolari difficoltà.

Come sperimentarla efficacemente
Se volete che la vostra bicicletta si trasformi in uno strumento che produca benessere fisico e psichico, è necessario che prestiate attenzione ad alcuni dettagli. Poco importanti se utilizzate il mezzo per brevissimi spostamenti, ma significativi se cominciate ad appassionarvi ai tragitti un po’ più lunghi. Per esempio, altezza, forma e dimensioni della sella possono fare la differenza. L’altezza giusta del sellino è quella che vi permette, standovi seduti, di sfiorare il terreno con la punta del piede. Né di più né di meno. Se la sella è troppo alta, il vostro bacino oscillerà fastidiosamente a ogni pedalata creando, a lungo andare, una sollecitazione eccessiva alla muscolatura della schiena e delle gambe, con dolori e contratture fastidiose. Se, al contrario, è troppo bassa (posizione tuttavia accettabile per tragitti cittadini), vi costringerà a piegare troppo le gambe durante lo sforzo, senza poterne sfruttare a pieno la potenza muscolare. Risultato? Farete molta più fatica. Per quanto riguarda la forma della sella, ancora una volta occorre fare una distinzione tra le esigenze di chi fa qualche chilometro in città e di chi ne macina diverse decine, magari anche in salita. Nel primo caso la sella può anche essere larga, spaziosa e ben imbottita. Questi modelli, tuttavia, non sono l’ideale per gite più lunghe perché disperdono una certa parte dello sforzo applicato dalle leve delle gambe sui pedali e non consentono una rotazione efficiente degli arti inferiori. Meglio forme strette, affusolate e «scomode» alle quali, è ovvio, occorre abituarsi con un po’ di pazienza per apprezzarne appieno la funzionalità. Fatevi comunque consigliare da un buon meccanico specializzato. Solo imparando questi piccoli trucchi si può davvero trarre pieno beneficio dalle passeggiate in bicicletta.

In viaggio con la bici: non dimenticate l’alimentazione
I muscoli, per girare, hanno bisogno di energia. Che l’organismo ricava facilmente da carboidrati e grassi. Ma per trasformare in energia pane, pasta, riso, mandorle, uvetta occorrono pur sempre acqua, vitamine, sali minerali, oligoelementi e flora batterica. Che si trovano in abbondanza in alimenti consumabili freschi e crudi come la frutta e gli ortaggi.

Se avete programmato un “ciclo viaggio”, i due pasti più importanti sono la colazione e la cena. Nella prima, oltre a circa 500 g di liquidi (tè, tisane, spremute) devono trovare posto pane integrale, fiocchi d’avena, noci e piccole quantità di miele o marmellata. La cena comprenderà un abbondante antipasto di verdure crude e un piatto di cereali (la classica pasta va bene, ma dopo una giornata faticosa sono molto gradite anche le zuppe di legumi). Non è obbligatorio consumare carne o pesce: i ciclisti vegetariani e vegani non sono meno prestanti degli onnivori! Durante la giornata non dimenticate di bere con regolarità, anche se non avete sete, e consumate piccoli spuntini con frutta fresca, uvetta, mandorle e barrette energetiche di produzione biologica.

AIDO ringrazia Fondazione Vita e Salute e la Chiesa Cristiana Avventista che con il suo 8×1000 sostiene la promozione di un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e insieme un gesto concreto verso la promozione della cultura del dono.

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