I benefici della bici in città, senza rischi

Molti incidenti nelle strade urbane coinvolgono i ciclisti. Colpa di strade poco sicure, mancanza di adeguate piste ciclabili. E anche di alcune regole poco rispettate. Ecco i consigli per un uso consapevole di un mezzo di trasporto ecologico

di Vita e Salute

Le strade, soprattutto per chi pedala o va a piedi, sono pericolose? Parrebbe proprio di sì, se si leggono i dati impressionanti degli incidenti che coinvolgono i cosiddetti “utenti deboli”, con il triste corollario di morti, feriti, ricoveri in ospedale, ecc. Le rilevazioni 2022 di polizia e carabinieri testimoniano infatti un aumento degli incidenti del 7,1%: 70.554 contro i 65.852 del 2021. Di questi quelli mortali sono stati 1.362 (+7,8%) con 1.489 vittime (+11,1%). I pedoni, soprattutto se donne o anziani, se la cavano peggio di tutti: il 37,7% dei morti aveva oltre 65 anni.
E i ciclisti? I dati parlano di circa 220-230 decessi l’anno, una contabilità triste, a causa della quale battiamo anche molti altri Paesi europei.

Più piste ciclabili

Che fare, quindi? Occorrerebbe di sicuro un maggior numero di piste ciclabili. Di fatto, la situazione della viabilità ciclabile in Italia, pur in lento e costante miglioramento, è ancora lontana dall’essere ottimale. Per esempio, secondo Clean Cities, una rete europea di associazioni ambientaliste (www.cleancitiescampaign.org), Torino ha solo 2,5 chilometri di ciclabili ogni 10mila abitanti, Milano 2,1, Roma 1 e Napoli 0,3. Numeri assai lontani da quelli di alcune città europee come Gent in Belgio e Helsinki in Finlandia, che arrivano a circa 20 chilometri ciascuna, mentre a Lione sono 5,1 e a Monaco di Baviera 6,8 i chilometri di ciclabili per 10mila cittadini.
In ogni caso, il collegamento tra presenza di ciclabili e riduzione degli incidenti non è sempre così immediato. Dipende talvolta dal fatto che le ciclabili sono costruite male, spesso al di fuori di un progetto di rete che le renderebbe veramente attrattive per chi si dove spostare da una parte all’altra della città. Oppure realizzate semplicemente disegnando sulla carreggiata le strisce gialle che le delimitano, ma senza elementi fisici e architettonici che le separino dal resto dall’area occupata dalle auto. Con la conseguenza che queste strutture sono spessissimo utilizzate per il traffico e la sosta anche dai veicoli a motore, creando un ulteriore pericolo per i ciclisti.
Oltre a un deciso incremento delle piste ciclabili, probabilmente nel nostro Paese servirebbe una diversa cultura della progettazione degli spazi urbani e quindi anche delle strade. Accanto alle ciclabili riservate alle bici (adattissime soprattutto alla circolazione extraurbana e, in ogni caso, realizzabili quando le dimensioni delle carreggiate lo consentono) nelle vie strette dei nostri centri storici occorrerebbe pensare a provvedimenti di ampio respiro come l’istituzione del limite dei 30 km/h. D’altra parte oggi la velocità media all’interno delle città è di 29,4 km/h (Osservatorio UnipolSai) e scende a 7-8 km/h nelle ore di punta (Confcommercio).

Le leggi

Il Codice delle Strada (CdS), aggiornato nel 2022, ha introdotto nuove norme a protezione dei ciclisti che speriamo siano rapidamente tradotte in pratica.
Per esempio, le amministrazioni comunali possono destinare ai ciclisti fermi al semaforo uno spazio avanzato rispetto a quello riservato alle auto: al segnale verde, sarà più facile per gli automobilisti tener conto dei ciclisti e delle loro esigenze.
Va nella direzione di facilitare l’impiego urbano della bici un’altra possibilità prevista dal Codice della Strada: l’istituzione di un controsenso ciclistico nelle strade a senso unico automobilistico, a patto che abbiano determinate caratteristiche e in determinate zone della città.

Fatevi vedere!

Esiste poi il tema, importantissimo, della visibilità del mezzo e del ciclista. Soprattutto, ma non solo, nelle stagioni invernali. Il CdS all’art 68 prevede già alcuni obblighi: le bici per circolare su strada devono essere provviste di luci bianche o gialle anteriori, di luci rosse e di catadiottri rossi posteriormente; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati. Obblighi ampiamente disattesi dai ciclisti. Che non si rendono conto che all’imbrunire un mezzo non adeguatamente segnalato da luci diventa un possibile bersaglio per i mezzi a motore. L’annuale rilevazione della completezza della dotazione luminosa dei ciclisti urbani effettuata in novembre 2022 dalla sezione Fiab della mia città certifica che solo il 6,1% dei ciclisti è in regola (o quasi) e che ben il 56,1% è totalmente “spento” o illuminato in maniera decisamente insufficiente.

Bici usata: i controlli prima di comprare

Nel mercato delle bici usate si possono fare ottimi affari perché si trovano buone occasioni per mezzi in eccellenti condizioni. A patto di adottare alcuni semplici accorgimenti per evitare di incappare in truffe o semplicemente di rimanere delusi.

  • Prima di tutto, a meno che il venditore sia vostro fratello o un amico di provata fiducia, rivolgetevi a un negoziante, meglio se conosciuto. In futuro lui è sempre lì se ci fossero problemi, il che non è poco e vale eventualmente un prezzo leggermente maggiorato.
  • Per evitare di acquistare una bici rubata, oltre alla conoscenza del venditore è anche utile prendere visione della fattura di acquisto oppure accertarsi che la bici sia registrata in un sito dedicato (es. www.cicloregistro.it).

Se comprare online

Anche per lo shopping sul web è utile qualche accortezza, soprattutto per evitare fregature.

  • Scartate gli annunci con poche informazioni e senza foto: chi comunica molti dati non ha nulla da nascondere.
  • Valutate con attenzione le misure del telaio e lo stato di usura di copertoni, catena, cambio, fili dei freni (se non siete esperti, fatevi aiutare da un meccanico esperto).
  • Infine, è quasi ovvio, prima fate una breve prova – almeno un giro sul marciapiede – e poi pagate: un altro buon motivo per evitare di acquistare bici usate che stanno a centinaia di chilometri da casa vostra.

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