Faccio una spesa sana, risparmio e incontro gente

In epoca di prezzi in salita e stipendi che restano agli stessi livelli di prima, aumentano le iniziative e le opportunità di comprare cibo di qualità senza dissanguare le proprie finanze. Ecco tutti gli indirizzi e le esperienze utili in campo alimentare

di Vita e Salute

Se un tempo risparmiare veniva malamente considerato un atto da non abbienti o da taccagni, oggi è invece “un’attenzione continua che parte dalle piccole cose e arriva alle più grandi, piuttosto che una costante rinuncia o una rincorsa allo sconto”, come si legge nell’indagine di Acri-Ipsos su Italiani e Risparmio.
Il risparmio è etico trova infatti il suo senso più profondo in una chiave ecologica. Rappresenta il nodo focale di uno stile di vita che guarda al futuro in termini sì di economicità, ma soprattutto di sostenibilità. Viviamo su un Pianeta che ha risorse limitate e dobbiamo impegnarci con gratitudine a valorizzarle al massimo. La natura ci insegna proprio questo. Nel mondo vegetale, minerale e animale nulla si spreca. Neanche una foglia che cade, che si trasforma in un humus fertile.
Perché non farlo anche noi?

Dalla Doggy bag alla Magic box

Iniziamo dagli avanzi che lasciamo al ristorante. Perché invece non portarseli a casa? Una piccola rivoluzione verde è partita nel 2016 con la legge 166/16 sugli sprechi alimentari. Da allora tutti i ristoranti devono fornire ai clienti che ne facciano richiesta la cosiddetta “Doggy bag” per l’asporto degli avanzi delle pietanze servite. Questo nome deriva dall’abitudine americana di portarle via per gli animali domestici e si traduce in vaschetta per gli avanzi per il cane. In realtà, proprio per incentivare questa abitudine green, molti locali le hanno ribattezzate “gourmet bag”. Per un approccio ancor più zero waste – zero rifiuti – si può portare con sé, quando si mangia fuori, un contenitore con tappo per alimenti da far riempire all’occorrenza, con fierezza consapevole per non aver creato rifiuti.
Sulla scia della doggy bag, è entrata nella consuetudine italiana la “Magic box” proposta dall’app per smartphone “Too good to go” (“Troppo buono per essere buttato”). L’applicazione mette in contatto venditori e potenziali clienti al fine di evitare invenduti. È possibile acquistare prodotti di pizzerie, ristoranti, bar, supermercati e persino alberghi, che rimarrebbero giacenti e quindi gettati via. Il cibo salvato viene conservato all’interno delle magic box e venduto a chi la prenota. Un’app in cui tutti vincono: dal venditore al consumatore finale, dal gestore della raccolta differenziata all’ambiente. La qualità del prodotto è invariata, ma i costi sono decisamente contenuti, con un risparmio anche dell’80%.

Come funziona?

Grazie a una mappa si può selezionare il luogo e il tipo di genere alimentare d’interesse, o anche lasciarsi ispirare dalle proposte caricate. Dopo aver prenotato pane, pasta fatta in casa, o altro in una scelta infinita di alimenti, basta recarsi sul posto, pagare e ritirare il cibo che verrà messo nella box, o nei propri contenitori personali, ancora più antispreco.
Il biologico trova poi il suo luogo di fruibilità in una piattaforma decisamente pratica: “L’Alveare che dice Sì”, una rete di gruppi d’acquisto online nata in Francia e diffusasi in Italia a macchia d’olio, in cui per ogni “Alveare” un facilitatore a titolo lavorativo coordina il progetto e carica ogni settimana le primizie in vendita che si possono acquistare comodamente dal sofà e ritirare in un punto di distribuzione fisso una volta a settimana. Basta quindi iscriversi sul sito Alvearechedicesi.it per ordinare on line alimenti e bevande bio a km 0 su un portale fruibile e ricco di approfondimenti sul cibo consapevole, perché, come si legge nel loro manifesto, “Mangiar bene è qualcosa che si impara”. In molti Alveari vi è la possibilità anche di prenotare cosmetici e detersivi ecobio a un prezzo ridotto. La policy aziendale è equa, dato che permette al produttore di stabilire il giusto prezzo, facendogli guadagnare almeno il 75% del fatturato.
E rappresenta una bella opportunità anche per chi è in cerca di un lavoro etico: la casa madre supporta la costituzione di nuovi Alveari. Il guadagno per ogni facilitatore è del 10% su ogni transazione effettuata. Non male per una prima esperienza nel campo.
Da sottolineare che il progetto de L’Alveare nasce in realtà dall’esperienza volontaria e di attivismo dei gruppi d’acquisto solidali, i cosiddetti Gas. Vediamo meglio che cosa sono.

Aderire e creare un Gas

Si tratta di gruppi informali di persone residenti nello stesso comune o quartiere, che si auto-organizzano per effettuare collettivamente i propri acquisti, entrando direttamente a contatto con i produttori e gli agricoltori biologici del territorio. I prodotti vengono scelti in base a principi di equità e tutela dell’ambiente, e quindi sostengono le economie locali e solidali. Il primo è nato nel 1994 a Fidenza e oggi, dopo quasi 30 anni, ogni città, comune e quartiere ne ospita almeno uno.
Per aderire a un Gas e acquistare in gruppo ortaggi, frutta, cereali, legumi, conserve, ma anche detersivi, cosmetici, prodotti erboristici e persino la carta igienica eco, si può consultare il sito https://economiasolidale.net/mappa per scovare il più vicino.
Il processo di acquisto in un Gas segue questa logica: ci si iscrive, si partecipa alle riunioni in sede, si contribuisce a titolo volontario all’organizzazione e si dà la disponibilità a visitare le aziende per accertare che la produzione sia davvero naturale. Ogni Gas ha quindi dei produttori di riferimento, e sulla base delle loro disponibilità si stila una lista di acquisti collettivi e il periodo dell’anno in cui verranno effettuati.
Settimanalmente ogni membro o famiglia compila il suo ordine tramite un semplice sistema informatico o per e-mail che, in aggiunta agli altri ordini dei membri del Gas, diventa la lista inviata al produttore di riferimento di quel bene, e così per gli altri prodotti. In un determinato giorno della settimana tutti i membri si ritrovano poi sul luogo in cui vi è la sede del Gas per fare gli scarichi, i pagamenti e i ritiri, tra una chiacchiera e l’altra.
I Gas sono in sintesi una via preferenziale per riscoprire il senso di comunità e trasformare il momento della spesa in un momento sociale, etico e anche divertente.

Info utili

Contatti per vendere e acquistare a poco

  • Per trovare il Gas più vicino si può consultare il portale www.economiasolidale.net.
  • Chi volesse aprire un nuovo Gas può utilizzare il software gratuito www.gestigas.org che permette con facilità la creazione, la gestione e la promozione del gruppo d’acquisto.
  • Sulla piattaforma https://alvearechedicesi.it sono presenti i punti di distribuzione bio presenti in Italia de “L’Alveare che dice Sì”.

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