Evitare la rabbia al volante

Atteggiamenti e azioni aggressive sono frequenti durante la guida. E possono diventare causa di gravi conseguenze. Come imparare a frenare la propria ira e viaggiare più sereni

di Vita e Salute

La violenza in seguito a diverbi stradali è un trend in crescita che conta in Italia diverse morti e centinaia di feriti, anche gravi (fonte: Asaps: Associazione, sostenitori e amici della polizia stradale).
Perché tutta questa rabbia? Dove nasce quest’aggressività e come possiamo mitigarla?

Basta poco per scattare

Road rage (letteralmente “rabbia da strada”) è il nome tecnico che viene attribuito a chi si altera al volante. E, attenzione, potrebbe riguardare ciascuno di noi. Basta un nonnulla per fare scattare la collera: una piccola indecisione dell’automobilista davanti, una mancata precedenza o qualcuno che vorrebbe infilarsi nel posteggio che avevamo appena adocchiato… Infatti, gli studi effettuati confermano che alla guida della propria auto l’individuo si trasforma. Magari potrebbe essere una persona di indole pacifica, ma se subisce un torto o una prepotenza, diventa irriconoscibile.
Questa improvvisa collera, che è presente anche tra le donne, segue uno schema comportamentale ben definito: si parte con gli insulti e le minacce verbali e gestuali, accompagnate anche da colpi di clacson e abbaglianti che la lampeggiano. Generalmente i contendenti si fermano qui. A volte, invece, come le cronache ci raccontano, le cose degenerano con conseguenze nefaste.
I soggetti più inclini alla collusione fisica, secondo le statistiche, sarebbero ragazzi di sesso maschile che vivono in città e che sono stressati per motivi lavorativi. Vediamone le ragioni.

La città come giungla

Purtroppo le città di oggi sono sempre più affollate e gli individui devono convivere con sconosciuti, nei confronti dei quali si nutre un’istintiva diffidenza.
La strada è spesso vissuta come un luogo di dominazione sociale, in cui le auto giocano il ruolo di armi pensate per vincere una competizione. All’interno della nostra auto è come se fossimo avviluppati da un involucro e quindi, psicologicamente, più protetti. Non a caso le liti su strada sono inferiori tra ciclisti, motociclisti, pedoni e auto decappottate.
Vediamo altri dati caratteristici nello stare in auto.
Sconosciuti e soli. È più facile arrabbiarsi con uno sconosciuto perché del suo giudizio non ci interessa più di tanto. Un altro fattore è l’essere soli: quando guidiamo senza passeggeri si tende a sfogare maggiormente le proprie emozioni negative.
Stress e sovraccarico cognitivo. Anche le persone più miti, quando sono al volante, specialmente in situazioni di traffico congestionato, rischiano di diventare colleriche e attuano comportamenti di sfida od offensivi. Un altro fattore è il sovraccarico cognitivo, vale a dire prestare attenzione ai numerosi segnali necessari per guidare che attivano nel nostro cervello le stesse aree che, fino a qualche migliaio di anni fa, si “accendevano” nelle situazioni in cui si poteva incontrare un predatore in agguato.
Mancanza di empatia. Spesso, alla base della collera, vi è anche una mancanza di empatia. Si interpreta la condotta altrui unicamente dal proprio punto di vista, senza chiedersi cosa abbia spinto l’altro a quella azione o quale sentimento possa provare.
Ci sono soluzioni per prevenire queste liti? Ecco alcune soluzioni.

Imparare a controllarsi

Una scuola guida che guidi anche le emozioni. Una valida soluzione potrebbe essere quello di inserire obbligatoriamente all’interno dei corsi per il conseguimento della patente, argomenti sulla comunicazione conflittuale e la gestione delle emozioni. Se prima di ottenere la licenza di guida, si avessero le basi per gestire i nostri stati di collera e per decodificare il comportamento altrui, i diverbi calerebbero.
L’incendio si spegne con l’acqua e non con la benzina. Immagina che mentre stai viaggiando, un’auto ti tagli pericolosamente la strada a distanza di pochi metri. Qual è la tua reazione? Probabilmente, il tuo pensiero immediato è quello di dargli una bella lezione. Mentre il tuo cervello sta pensando come comportarsi, il tizio dell’auto alza una mano in segno di scuse. A questo punto è probabile che quel sentimento di collera, che avevi fino a qualche secondo prima, si placa e inizi a diventare più indulgente nei confronti dell’automobilista che ti aveva tagliato la strada: “Può darsi che non mi abbia visto; anche a me è capitato di tagliare la strada e di commettere errori, lasciamo stare”. Generalmente poi, di fronte a chi ci chiede scusa reagiamo a nostra volta alzando la mano a indicare che abbiamo apprezzato le scuse.
Ricorda, quindi, che l’incendio si spegne con l’acqua e non gettando benzina. Se sei tu ad aver alimentato la collera verso qualcun altro non avere paura di chiedere scusa. Non replicare, stai in silenzio e dimostra di aver compreso il tuo sbaglio.
La collera si autoalimenta. Ritorniamo all’esempio dell’automobilista che ci aveva tagliato la strada. Immagina, invece, che la sua reazione fosse stata quella di alzare la mano per “mandarti a quel paese”. Se fino a quel momento avevi ancora un certo controllo della situazione, ora con tutta probabilità sarai letteralmente fuori di senno. In questo caso, uno dei metodi più potenti per sedare la collera è quello di reinterpretare la situazione in termini più produttivi. Puoi, ad esempio, cambiare la tua percezione ponendoti questa efficace domanda: “Quali potranno essere le conseguenze se mi lascio sopraffare da questo sentimento?”, oppure una affermazione come: “Nessuno mi può far andare in collera senza il mio permesso!”. In altre parole, devi sempre pensare alle conseguenze delle tue azioni. Non sai mai con chi hai a che fare. Non vale davvero la pena mettersi nei guai per futili motivi.
Raffreddarsi fisiologicamente. Se si dovesse avere momenti di ira o di collera, gli esperti consigliano di aspettare che l’ondata di adrenalina si estingua, con la tecnica dell’autosuggestione: ripeti dentro te stesso – ancora meglio se a voce alta – parole capaci di infondere pace e serenità d’animo. Le parole, infatti, hanno un immenso potere evocativo e nell’atto stesso di pronunciarle ti faranno sentire più sereno. A questo proposito termini come “tranquillità”, “serenità”, “pace”, “perdono”, “tolleranza”, ripetute e raffigurate visivamente, negli stati d’animo che essi rappresentano, hanno un’efficacia sorprendente.

Sintesi: le regole d’oro
  • Come comportarsi di fronte a un conducente aggressivo?
    Mantenere la calma. Mettersi nei panni del conducente “aggressivo”, forse all’origine c’è semplicemente un malinteso.
  • Che cosa fare se dovessimo essere provocati?
    Mantenere un savoir-faire. Rimanere sempre gentili, anche se l’altro non lo fosse. In casi estremi avvisare le forze dell’ordine rimanendo chiusi nel proprio abitacolo.
  • Qual è la guida ottimale per evitare litigi?
    Non frenare in modo brusco. Mantenere le distanze di sicurezza. Guidare piano ma non come delle lumache. Segnalare sempre con gli indicatori dove vogliamo dirigerci. Tenere la destra. Guardare sempre gli specchietti retrovisori prima di cambiare direzione.
  • In caso di fretta cosa fare?
    La fretta è cattiva consigliera. Guidare in modo prepotente o aggressivo non ci farà arrivare prima a destinazione. Se c’è un ingorgo, se ne abbiamo la possibilità fermiamoci in un’area di sosta e avvisiamo chi ci sta aspettando della situazione.
  • Come si può prevenire le situazioni pericolose provocate dai conducenti aggressivi?
    Pensiamo alle conseguenze delle nostre azioni, non vale davvero la pensa metterci nei guai per degli screzi. Se notiamo un conducente prepotente e poco rispettoso del codice della strada lasciamolo stare. Eventualmente prendiamo nota della sua targa e segnaliamo alle autorità competenti.

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