Essere troppo sensibili, ma non sbagliati

Si definiscono “persone altamente sensibili” (Pas). Sono particolarmente empatiche e intuitive, rischiano però di essere sopraffatte da un eccesso di sollecitazioni da parte dell’ambiente sociale. Non è di sicuro una patologia, ma un’attitudine con virtù e alcune vulnerabilità

di Vita e Salute

“Sei troppo sensibile!” Quanti e quante se lo sono sentiti ripetere? Oggi sappiamo che quel troppo è da togliere, che una sensibilità più sviluppata dalla media non è un difetto o una patologia, ma un tratto di personalità. Che la ricerca ha individuato da una trentina di anni: oggi si parla di persone altamente sensibili o Pas (In inglese HSP, Highly Sensitive Person), oppure di sensibilità ambientale, o in termini scientifici di Sensory-Processing Sensitivity, “Sensibilità di elaborazione sensoriale”.

Di cosa si tratta

I primi studi sul tema risalgono agli anni ’90 e si devono a Elaine Aron, psicoterapeuta e ricercatrice californiana che insieme al marito, docente di psicologia alla Stony Brook University, ha individuato questo tratto sintetizzandone le caratteristiche nell’acronimo Does: Profondità di elaborazione (Depth of Processing) Sovrastimolazione (Overarousability) Intensità emotiva (Emotional intensity) e Sensibilità sensoriale (Sensory sensitivity). “Possiamo sintetizzare la condizione in cui vivono le persone Pas col titolo del mio ultimo libro sul tema, Tutto tanto sempre”, osserva la psicoterapeuta Nicoletta Travaini. “I Pas sentono tutto, tanto e sempre: una modalità che riguarda gli stimoli esterni e l’impatto con gli altri, ma anche gli stimoli interni”. Analizzati più dettagliatamente di quanto facciano molti, tanto che è più facile esserne sopraffatti. Del tema in Italia si parla ancora poco, in passato questa condizione è stata scambiata con l’emotività, o si è parlato di ipersensibilità: “Anche perché inizialmente si traduceva così la definizione inglese, ma non è corretto perché l’ipersensibilità non è un tratto di personalità ma una reazione anomala, legata in genere a un trauma”, sottolinea Elena Lupo, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del progetto Persone Altamente Sensibili-HSP Italia.
Difficile, inoltre, stabilire una precisa combinazione di tratti caratteriali correlabile con la sensibilità; tra i tratti che sono in relazione ci sono comunque il neuroticismo (insicurezza emotiva, preoccupazione, irritabilità e tensione) legato probabilmente all’ansia e depressione che spesso questi soggetti vivono, ma anche l’apertura alle esperienze, un tratto legato soprattutto alla loro sensibilità estetica.

Test orientativi

Non trattandosi di una patologia, non si parla di una vera e propria diagnosi, ma ci sono test validati scientificamente, disponibili anche online, che permettono di individuare su che punto di un continuum, da bassa ad alta sensibilità, si colloca una persona. Differenze che oggi sono rappresentate con nomi floreali: ai due estremi ci sono le sensibilissime Orchidee e i resilienti Denti di leone, quelli che reggono bene gli eventi negativi; tra questi si colloca un’ampia quota di Tulipani che rappresenta la maggioranza della popolazione.
In ogni caso, chi desidera approfondire può rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto per un percorso di approfondimenti attraverso colloqui e altri test.
Se poi il risultato fosse positivo, non ci si deve spaventare: non si è mosche bianche, si calcola che alla categoria appartenga, in vario grado, tra il 25 e il 30% della popolazione. Uomini e donne quasi in egual misura, “anche se c’è un bias culturale che rende più difficile esprimersi per gli uomini, e può spingerli a nascondere queste caratteristiche per aderire agli standard”, osserva Lupo. “Oggi si vedono sempre più maschi Pas”, conferma Travaini, “anche se in genere vivono la situazione con maggiore difficoltà”.
E sapere di essere una persona Pas permette di sfruttare al meglio le caratteristiche e di gestire gli aspetti meno vantaggiosi. Il vantaggio principale di questo tratto è forse la profondità di elaborazione, la capacità di cogliere i dettagli, in questo modo si sviluppa un’elevata capacità di problem solving, ma al tempo stesso si tende a vivere un sovraccarico cognitivo. Anche se proprio per la loro capacità di cogliere i segnali deboli, le persone Pas funzionano bene nelle situazioni di emergenza, come se avessero una sorta di interruttore che scatta quando necessario.

Il ruolo della psicoterapia

“Per una persona Pas il supporto di uno psicoterapeuta può aiutare a legittimare un modo di essere diverso da quello che consideriamo standard, e che è comunque legato a uno stigma”, spiega Lupo, “può succedere che i soggetti Pas sviluppino ansia, depressione o attacchi di panico proprio per la difficoltà di vivere la loro condizione in un ambiente non sempre facile”. Uno psicoterapeuta può aiutare a guardare la vita in modo diverso: “Ci sono persone che si sono sempre sentite sbagliate e in questo modo riescono a ristrutturare le esperienze vissute in passato, imparano a capire meglio come sono e come proteggersi”, osserva Travaini, “a gestire meglio le loro energie e ritagliarsi dei momenti per ricaricarsi”. E soprattutto a gestire le relazioni con i propri simili, croce e delizia delle persone Pas: “La situazione in cui danno il meglio di loro grazie alle loro capacità empatiche, e anche una fonte di dolore in caso di relazioni inadeguate, per esempio con narcisisti manipolatori e incapaci di empatia”, prosegue la psicologa: “È importante selezionare e soprattutto rendersi conto che gli altri non sono come noi, e pretendere che facciano tutto quello che servirebbe per non ferirci porta inevitabilmente alla frustrazione”. Dal punto di vista delle relazioni di coppia, non è detto che una persona Pas si possa trovare bene solo con un proprio simile, “a volte anzi l’eccessiva somiglianza può creare problemi”, prosegue Travaini. “L’importante è comunicare e aiutare il partner a comprendere le differenze”.

Il Pas nei bambini

E i bambini Pas? Possono essere capricciosi e oppositivi oppure timidi e silenziosi, a disagio in una festa o in un gruppo chiassoso: per loro non è sempre facile cavarsela, per questo è utile che i genitori e insegnanti conoscano le loro caratteristiche – esistono test pensati per loro – e siano in grado di aiutarli. “Pensiamo per esempio al sovraccarico di stimoli”, spiega Lupo. Questi bambini hanno bisogno di spazi di silenzio, di solitudine e non devono essere sovraccaricati di impegni o tempestati di domande quando escono da scuola. I bambini Pas hanno bisogno di conoscere bene l’ambiente in cui si trovano, ed è importante lasciare loro il tempo per inserirsi in una classe o un gruppo di amici, accompagnarli nella gestione delle emozioni e vedere se ci sono reazioni di rabbia o di tristezza causate dal sovraccarico di stimoli. Tenendo conto che una classe affollata o una compagnia rumorosa non saranno mai l’ambiente ideale per loro.
Da sottolineare infine che “Una caratteristica degli studenti Pas”, spiega Lupo, “è quella di dare i risultati migliori quando si sentono supportati, mentre sono in difficoltà in situazioni sfidanti”.

Test da fare

Per scoprire se avete orientativamente un profilo Pas, ecco un test da fare:
https://www.personealtamentesensibili.it/wp-content/uploads/2018/10/self-test-1.pdf

Indirizzi web utili
  • www.personealtamentesensibili.it
    Sito di Persone Altamente Sensibili – HSP Italia.
  • https://sensitivityresearch.com/it
    Un sito web in più lingue gestito da un gruppo di ricercatori tra cui Francesca Lionetti.
  • http://www.ipersensibili.com
    A cura di Nicoletta Travaini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto