E vissero tutti felici con il trapianto – Aido Cantù

C’era una volta un uomo che con la malattia combatteva da tempo. Molti sono contrari ad usare la parola combattere, ma credo che sia un verbo perfetto per parlare di chi sta cercando di sopravvivere, almeno nel suo caso. Un giorno, un giorno strano e diverso dagli altri, per quest’uomo successe qualcosa di magico.
Dopo due anni di attesa era arrivato qualcuno a salvarlo. Non seppe e non saprà mai chi sia questa persona generosa, ma sicuramente saprà che un giorno qualunque della sua vita, questo amico, ha messo un sì quando ha rinnovato la carta di identità o forse in piazza, un giorno qualunque della sua vita, ha visto uno stand Aido ed ha detto sì o ancora ha lasciato detto alla sua famiglia che sì, avrebbe voluto donare i suoi organi in caso di morte improvvisa.
C’erano una volta due uomini che non si sono mai incontrati e mai si incontreranno se non nel profondo del loro essere, quando le loro vite si sono agganciate nell’oscurità di due sonni, uno dolce ma improvviso, l’altro salvifico ma organizzato.
C’è adesso un uomo che ogni giorno parla di trapianto nelle scuole e nelle piazze, che non ha mai dimenticato il dono bellissimo che ha ricevuto e che insieme a tanti altri, dice GRAZIE.
Lo ha fatto anche quest’anno per il secondo compleanno di Aido Cantù, insieme a musicisti pazzeschi, insieme a uomini che credono nell’umanità ed in un teatro strapieno.
Le foto bellissime di Giuseppe Lotto rappresentano una festa, ma solo il cuore di chi c’è stato è riuscito ad ascoltare anche le emozioni che le immagini non possono sempre contenere, almeno non tutte.

Buon compleanno Aido Cantù!

Finisce qui il racconto di un compleanno, ma non smettiamo di ricordare tutti i pazienti in lista d’attesa che hanno ancora bisogno di noi, in ospedale, a casa e nel mondo ed aspettano un sì, per poter dire anche loro un giorno: e vissero tutti felici con il trapianto!

Ringraziamenti
Siamo grati a tutti, siamo profondamente grati a chi ci ha messo il cuore, a chi è uscito di casa nonostante la pioggia, ai volontari Aido e del Teatro Nuovo di Rebbio, ai musicisti, ad Andrea Parodi e ad Alessio Brunialti.
Non esiste al mondo un compleanno più significativo di ieri sera.
Grazie a Don Giusto,
ai volontari ed al cuoco per la cena squisita.
Siete tutti invitati a pranzo e a cena, quando vorrete, per conoscere la sua realtà.
Grazie ai ragazzi migranti ospitati da Don Giusto
che hanno apparecchiato e mangiato con noi.
Grazie ad Andrea Parodi
che non ci lascia mai senza musica e che musica!
Grazie ai Sulutumana.
Grazie ai Borderlobo.
Grazie a Beatrice Campisi.
Grazie ad Eileen Rose e Rich Gilbert.
Grazie a Tim Grimm e Sergio Webb.
Grazie ad Alex Gariazzo, Max Malavasi e Riccardo Maccabruni.
Grazie alla generosità di tutti.

Aido Cantù continua il suo cammino e, dopo soli due anni, è ancora più convinto che sensibilizzare tutti sulla donazione, si può fare, anche attraverso la musica, la solidarietà e la condivisione.
Ci vediamo al prossimo compleanno.

Alida Paternostro, Vice presidente Aido Cantù                                                                                                                                                

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