Donazione di organi il lungo volo della vita

falsi miti e grandi verità di un gesto d’amore inestimabile
incontro con Flavia Petrin

Ricevere un organo da trapianto rappresenta per molte persone la certezza di poter vivere. La loro speranza di avere in petto un cuore che batte, di tornare a respirare a pieni polmoni, di potersi spostare ed essere autosufficienti nella vita quotidiana dipende dalla generosità di chi ha deciso di fare del bene al prossimo anche dopo la propria morte. Un atto d’amore disinteressato, un gesto di altruismo capace di regalare una seconda vita ad altre persone.

Dal 1973 l’Aido, associazione di chi accetta volontariamente di donare i propri organi, tessuti e cellule in caso di morte, è un punto di riferimento imprescindibile per i malati e i loro familiari. È facile constatare che di trapianti si parla ancora poco, forse perché è un argomento scomodo, che innesca in ciascuno di noi processi di rimozione di fronte all’idea della finitezza della propria vita. Ne parliamo con Flavia Petrin, presidente nazionale dell’associazione.

Flavia, cosa l’ha spinta a interessarsi in prima persona della donazione degli organi?

Mio padre Odino stava per fondare la sezione Aido di Maerne, in provincia di Venezia, quando, a soli 39 anni, morì in un incidente stradale. A Bergamo aveva anche incontrato Giorgio Brumat, il fondatore dell’Aido. Dopo la sua dolorosa scomparsa, fin da ragazzina volevo portare avanti la sua missione. Inoltre, sono nata in una famiglia di donatori di sangue, perciò per me dire sì alla donazione è stato molto facile. Poi ho scelto di fare l’infermiera come professione, perché in me è naturale l’aiuto al prossimo.
Il mio coinvolgimento nell’Aido è cresciuto negli anni anche grazie all’incontro con il professor Giovanni Rama, pioniere del trapianto di cornee. Ho il privilegio di dire che io e una mia collega siamo state le prime infermiere a interessarsi della donazione di cornee sin dalla fine anni Ottanta, nell’Ospedale di Mestre.

Quanti trapianti avvengono ogni anno in Italia?

Il numero dei trapianti varia a seconda del numero di donazioni. Nel report del Centro Nazionale Trapianti si nota come il 2023 sia stato l’anno migliore di sempre: per la prima volta abbiamo superato quota duemila per le donazioni di organi e quattromila per i trapianti. Per la precisione i donatori sono stati 2.042 (+11,6% rispetto al 2022), di cui 375 viventi, e i trapianti di organi 4.462 (+15% rispetto al 2022), di cui 375 da donatore vivente. Si può dire che è in costante crescita la sensibilità dei cittadini verso questo argomento, ma resta sempre lo scoglio delle opposizioni, che si attestano anche nel 2023 al 30% circa. Questo vuol dire che se tutti fossero favorevoli alla donazione ci sarebbe un incremento del 30% dei trapianti (circa 1.500 trapianti in più all’anno).

fonte: Rocca quindicinale, n.11/2024

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