Creiamo gentilezza nel nostro mondo

Grazie alle iniziative del Movimento per l’Italia Gentile si diffonde il valore di questo atteggiamento da diffondere a persone, animali e ambiente. Un atteggiamento che è stato provato portare profondi benefici a chi lo vive. E che si può allenare

di Vita e Salute

Essere gentili con i nostri simili, ma anche con tutte le altre creature viventi e con il pianeta: è questa la filosofia alla base del “Movimento Italia Gentile”, nato nella primavera 2020 in risposta ai valori proposti nel libro Biologia della Gentilezza (Mondadori, pp. 360, € 19,00) scritto a quattro mani da Daniel Lumera, autore di best-seller e riferimento internazionale nelle scienze del benessere, e da Immaculata De Vivo, docente all’università di Harvard ed esperta mondiale nel settore dell’epidemiologia e della genetica. Dalle loro riflessioni sui benefici della gentilezza è nata una serie di progetti che permettono di tradurre questi principi in azioni concrete a tutti i livelli, da quello sociale e istituzionale a quello individuale.

Un benessere contagioso

“L’impatto della gentilezza sulla nostra salute mentale è ampiamente indagato dalle discipline psicologiche, basti pensare che le ricerche scientifiche su questo tema sono triplicate negli ultimi dieci anni”, ricorda la psicologa Diletta Marabini, responsabile My Life Design Academy. “Essere gentili e praticare piccoli atti di gentilezza non solo fa bene di per sé, ma ha straordinari benefici sulle diverse aree della nostra vita, dalla salute al benessere psicofisico e relazionale”.
E le iniziative che portano la gentilezza nella nostra vita hanno denominatori comuni sui quali può essere utile riflettere: come l’ottimismo, “che non significa solo reagire bene di fronte alle avversità, ma avere un’altra prospettiva della realtà stessa, vedere le opportunità che possono nascondersi anche negli eventi negativi”, spiega Lumera. A questo si aggiunge la capacità di perdonare, di lasciar andare le offese per liberarsi del dolore del passato e vivere meglio, e di praticare la gratitudine fermandoci a riflettere su tutto ciò di cui possiamo essere grati: “Oggi molti studi confermano che questa è una delle chiavi fondamentali per il benessere emozionale, psicofisico e relazionale”, ricorda Lumera.
Così come sappiamo che occuparci del benessere del prossimo ha vantaggi evidenti per la nostra salute: “La più ampia metanalisi svolta finora sul tema, pubblicata a fine 2020 sul Psychological Bullettin, segnala come essere gentili e adottare un comportamento d’aiuto nei confronti degli altri abbassi il rischio di mortalità fino al 60%, aumenti la longevità tra il 22% e il 44%, provochi un significativo miglioramento della risposta immunitaria, una riduzione dell’infiammazione cellulare e una diminuzione dello stress”, ricorda Marabini. E sono sempre di più gli studi che mostrano come sia sufficiente praticare piccoli atti di gentilezza per generare benessere, diminuire l’ansia, migliorare l’autostima e la qualità delle relazioni sociali, ridurre il senso di isolamento e facilitare la connessione con noi stessi e il senso profondo della nostra vita: “È sufficiente osservare ‘la gentilezza in azione’ per scatenare una sensazione di benessere e dare il via a un’ondata virale di gentilezza e ‘buon vivere’ ”, sottolinea la psicologa.

Da offrire all’ambiente

La gentilezza è un concetto da estendere a tutti gli esseri, al mondo animale, vegetale e anche minerale, “altrimenti diventiamo un pericolo per la salute del pianeta”, spiega Lumera, “noi ci consideriamo individui isolati, ma dobbiamo ricordare che il nostro corpo è anche una colonia di microrganismi che svolgono un ruolo importante per il nostro benessere fisico e mentale”.
E sappiamo ormai che danneggiare l’ecosistema ha conseguenze pesantissime, soprattutto in termini di perdita di biodiversità, che è alla base della nostra esistenza. “Ci sono studi”, spiega Lumera, “che mostrano come crescere lontani da aree verdi aumenti sensibilmente il rischio di sviluppare malattie croniche e disturbi da deficit di attenzione”. Per questo una città gentile è anche una città verde, e tra gli impegni richiesti per diventare Città gentili c’è anche quello di promuovere il rispetto per l’ambiente e garantire spazi verdi alla cittadinanza.
Ma accanto alla mobilitazione per promuovere scelte politiche ecosostenibili c’è il contributo che ognuno di noi può dare, limitando i consumi o scegliendo una dieta vegetariana e a chilometro zero.

Nel rapporto con i nostri animali

“Essere gentili con gli animali di affezione significa anche cambiare il tipo di rapporto che abbiamo con loro”, spiega Giuseppe Luscia, educatore cinofilo. “Bisogna riconoscere il cane come soggetto con proprie caratteristiche e prerogative”. Un cambio di paradigma – non si parla più di addestramento ma di educazione – “che ci costringe a metterci in gioco come individui, e diventa anche per noi un’occasione di crescita in cui fanno parte concetti come solidarietà e compassione”, spiega Luscia. Non si tratta più di dare ordini che devono essere eseguiti, ma di aiutare il cane ad assumere comportamenti adeguati all’ambiente in cui si trova partendo dal suo vissuto comportamentale ma anche emotivo, per garantire a lui e a noi una buona qualità di vita. Un percorso che porta anche a riflettere sul tipo di vita che imponiamo ai nostri cani: “A volte i problemi nascono perché gli proponiamo un ambiente non adeguato a quella specifica razza, per esempio non li facciamo camminare abbastanza”, spiega Luscia. Vivere in modo nuovo il rapporto con loro ci predispone all’ascolto e alla comprensione in senso più generale: non a caso Luscia propone anche un percorso “Mindfulness e Relazione con gli Animali” che sfrutta appunto la mindfulness per sviluppare le qualità che servono per instaurare una buona relazione con i cani: “È difficile dire cosa succede agli animali presenti quando si medita”, ricorda l’educatore , “ma si sente dire spesso, e la mia esperienza lo conferma, che sono attratti da questa pratica e in molti casi si rilassano. Oggi sappiamo che relazionarci correttamente con un animale può aiutarci anche a riscoprire la nostra parte più istintiva, e in generale a tenerci agganciati alla natura”.

Come sviluppare la gentilezza

“La gentilezza è come un muscolo – afferma Lumera – bisogna allenarla, e noi suggeriamo di fare ogni giorno tre esercizi di attenzione gentile verso un individuo, un animale e un vegetale”.

  • Per esempio, dedica un po’ di tempo a un anziano, un collega di lavoro o un vicino di casa, fai una telefonata a qualcuno che non senti da tempo, ringrazia con particolare calore chi fa qualcosa per te.
  • Esercita la gratitudine scrivendo alla fine di ogni giornata tre cose per cui sei grato.
  • Appena puoi trascorri un po’ di tempo nella natura, prenditi cura del giardino o del terrazzo se ne hai uno, tieni in casa delle piante e curale.
  • Se ti è possibile partecipa a iniziative per pulire l’ambiente.
  • Cerca di dedicare più tempo ai tuoi animali domestici, se ne hai, oppure offriti come volontario a un canile per portare a passeggio i cani ospiti. In inverno metti dei semi per gli uccellini sul balcone.
  • Riduci il tuo impatto sull’ambiente scegliendo un’alimentazione rispettosa degli altri esseri viventi, vegetariana e, quando possibile, biologica e a km 0.
  • Ricicla, riutilizza e ripara. Pratica le “3R”: rispetto per te stesso, rispetto per gli altri, rispetto per l’ambiente, risorsa e patrimonio fondamentale della comunità.

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