Come muoversi all’aria aperta, ma inquinata

L’esercizio fisico è fondamentale. Che fare però se, come rivelano i nuovi dati, l’ambiente urbano in Italia è diventato meno salubre? Ecco le regole d’oro per coniugare i benefici dello sport e difendersi da sostanze tossiche

di Vita e Salute

“L’Italia è il primo Paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri l’anno. Nel vecchio continente, i decessi attualmente sono 400mila, ben 100mila in meno rispetto alla precedente rilevazione, ma tale diminuzione non ha interessato il nostro Paese”, spiega Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale Sima. I più nocivi sono il particolato sottile, il biossido di zolfo (SO2), gli ossidi di azoto (NO e NO2), l’ozono (O3) e il monossido di carbonio (CO). “Gli effetti diretti dell’inquinamento sulla salute umana interessano diversi apparati e organi”, spiega Miani. “Sono l’apparato cardiovascolare, con eventi coronarici, infarti e ictus, e quello respiratorio, dall’asma, alla Bpco al tumore al polmone; c’è inoltre un pericoloso stato di infiammazione cronica, da cui originano malattie non trasmissibili come le metaboliche, oncologiche e neurodegenerative”.
Un altro aspetto particolarmente preoccupante sono le neoplasie pediatriche. Dice Miani: “Nel nostro Paese, hanno un’incidenza doppia della media europea e diventano il triplo sotto l’anno di età. Le sostanze con cui entriamo in contatto possono attivare o disattivare particolari ‘interruttori’ del nostro Dna che svolgono la funzione di oncosoppressori, la cosiddetta epigenetica. Il periodo di massima allerta sono i primi mille giorni di vita, dallo sviluppo embrio-fetale ai 2 anni d’età del bambino. È dunque importante fare prevenzione tenendo conto che in Italia la prima causa di morte per malattia in età pediatrica è il tumore”.

Regole per proteggersi

Le due società scientifiche Canadian Academy of Sport and Exercise Medicine e la Canadian Society for Exercise Physiology hanno pubblicato raccomandazioni per stare outdoor in sicurezza. Rinunciare all’aria aperta avrebbe, infatti, pessime ricadute sulla salute, come concludono alcuni studi che si sono interrogati sul bilancio tra rischi derivanti dall’inquinamento e rischi derivanti dalla sedentarietà. Ebbene i benefici a lungo termine dell’attività fisica nelle aree urbane superano i rischi derivanti dall’esposizione all’inquinamento.
Scrivono i canadesi: “Più piccola è la particella, maggiore è probabilità che penetri più profondamente nelle vie respiratorie, depositandosi e compromettendo la salute”. Se quindi facciamo attività fisica in ambiente urbano, dobbiamo tenere conto che all’aumentare dell’intensità dello sforzo, cresce la quantità di inquinanti inalata. Che fare?
La prima regola è controllare i monitoraggi locali e cercare di adeguare tempo e intensità dell’esercizio alla qualità dell’aria che, anche in ambiente urbano, può variare durante la giornata: esistono in commercio dei rilevatori indossabili di inquinamento piuttosto economici e precisi.
In generale, e questa è la seconda raccomandazione, bisognerebbe comunque cercare di stare lontano da strade e autostrade: non fare jogging lungo le grandi arterie di traffico; chi si sposta in bici o a piedi per andare al lavoro, preferisca piccole strade secondarie.
Inoltre, per quanto riguarda l’allenamento, “si opti per il mattino molto presto, prima che la città si metta in moto, o la sera” spiega Miani.
In certe situazioni, poi, è conveniente preferire l’indoor, affidandosi a tapis roulant e cyclette, prestando comunque attenzione alla qualità dell’aria della stanza o della palestra, spesso fonte di insidie per la salute.

Gli ambienti rigenerativi

In ogni caso, la frequentazione di spazi outdoor porta complessivamente a miglioramenti della salute mentale, fisica e cognitiva. Una soluzione efficace, economica, alla portata di tutti. Gli studi di riferimento principali sono quelli degli anni Ottanta degli psicologi Roger S. Ulrich e Stephen Kaplan: “Certi ambienti stimolano l’attenzione involontaria, senza consumo di risorse: per questo dopo una giornata all’aperto ci sentiamo ricaricati: l’attenzione, la memoria, la cognizione ne traggono giovamento”.

Vivere il verde urbano

L’ambiente impatta infine sulle relazioni, come si è visto dalle scuole all’aperto dove gli effetti benefici non riguardano solo cognizione e apprendimento dei bambini, ma anche la percezione della scuola e delle relazioni sociali che vi si intrattengono da parte degli stessi insegnanti. L’esperienza percettiva e sensoriale di una camminata in un bosco incontaminato è così potente da avere degli effetti terapeutici. Tanto maggiori quanto più sappiamo quello che stiamo facendo. In questi casi si parla di “camminata consapevole”, una consapevolezza che si rinforza dal continuo passaggio dal dentro di sé al fuori di sé. È l’insegnamento della mindful walking, pratica di meditazione in movimento che facilita la presa di coscienza del proprio corpo e dell’ambiente che ci circonda. Un’esperienza sicuramente da provare.

Il cane aumenta i benefici del movimento

Portare sempre a passeggio il cane, piova o tiri vento, non è un vantaggio solo per Fido. “Camminare quotidianamente e con regolarità accompagnando il proprio cane al giusto passo, affinché si raggiungano almeno trenta minuti al giorno di attività fisica aerobica a intensità moderata, riduce significativamente la mortalità per patologie cardiovascolari e patologie metaboliche”, dice Alessandro Miani di Sima, da tempo impegnato su questo importante messaggio. “Il cane diventa uno strumento fondamentale per combattere la sedentarietà e favorire una vita attiva”. Oltre a essere motivante, la relazione con il cane porta benefici psicologici importanti, “inclusi quelli derivanti dalla miglior possibilità di socializzazione”.

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