CIRCA 1.500 KM PERCORSI, “DUE CUORI UN TANDEM” È TORNATO A RICCIONE 

Riccione 28/09/2023  – Erano partiti il 7 settembre da Piazzale Ceccarini a Riccione e ieri, 27 settembre, poco prima delle 17.00 Giovanna e Maurizio sono ritornati esattamente da dove il loro viaggio era iniziato, dopo aver pedalato, insieme, per quasi 1.500 chilometri.
Hanno spinto insieme sui pedali di Intrepido, un tandem attrezzato per i lunghi viaggi, che per loro, per AIDO Regionale Emilia-Romagna, per i Volontari dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule che hanno preparato la festa all’arrivo, è diventato una metafora della condivisione.
CONDIVISIONE, una parola entrata di prepotenza nel linguaggio di tutti i giorni, ma che ha un significato altissimo quando si condivide la fatica, le gioie, i dolori: quando si condivide la vita reale. Giovanna e Maurizio condividono perfino un rene, quello donato da Giovanna per evitare a Maurizio la dialisi a cui l’avrebbe, inevitabilmente portato la sua malattia, il rene policistico ereditario.
Un’esperienza forte, quella della giovane coppia riccionese, un’esperienza che volevano condividere con quante più persone possibile. Hanno deciso di farlo pedalando insieme attraverso le Marche, l’Abruzzo, il Molise, il Lazio, la Toscana, l’Umbria e la Romagna. Portando il loro messaggio di amore e solidarietà, promuovendo la donazione di organi.
Ad accoglierli all’arrivo i messaggi della Presidente Nazionale di AIDO, Flavia Petrin, di Giovanni Malagò, Presidente Nazionale del CONI, e, sullo scalone del Palazzo del Turismo della “Perla dell’Adriatico”, Rita Stentella (Commissario Prefettizio), Mirco Tamagnini (Direttore Distretto AUSL), Ruggiero Russo (Delegato Comitato Paralimpico), Marco Costantini (Consigliere Nazionale AIDO), il Coordinamento al Procurement dei distretti di Rimini e Riccione (Martina Neri e Davide Morri), il Nefrologo Dottor Angelo Rigotti. Tutti hanno voluto sottolineare l’importanza della solidarietà che è alla base della decisione di donare i propri organi e dello sport come stile di vita fondamentale per evitare malattie che potrebbero portare al trapianto e per mantenersi in forma, anche dopo un trapianto.
Naturalmente non sono mancati momenti di commozione. Assistere al completamento di un’impresa del genere fatta con lo scopo di promuovere la solidarietà colpisce tutti gli animi ma, alla fine, è stata una festa. La festa del primo compleanno della nuova vita di Giovanna e Maurizio a un anno esatto dal trapianto. Prima di tagliare la torta e brindare con gli amici e le autorità Maurizio ha ricordato: “Un anno fa, a quest’ora, ero in terapia semintensiva dopo il trapianto. Oggi sono qui con voi grazie a un gesto d’amore!”.

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