Centro trapianti, in Italia 8mila pazienti in lista di attesa Giornata nazionale donazione organi, “Dichiara tuo Sì in comune”

(ANSA) – ROMA, 14 APR – In Italia continuano a crescere donazioni e trapianti, ma restano ancora circa 8mila i pazienti in lista d’attesa: per questo, è l’invito degli specialisti, è necessario che sempre più cittadini diano il consenso alla donazione dopo la morte, specialmente registrando il proprio ‘sì’ al momento del rinnovo della carta d’identità. ‘Dichiara il tuo Sì in Comune’: è proprio questo il messaggio al centro della ventisettesima Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti, che si celebra oggi grazie all’impegno del Ministero della Salute, del Centro nazionale trapianti, delle associazioni del volontariato del dono e con il supporto di Rai per la Sostenibilità. In questo momento, ricordano ministero della Salute e Centro nazionale trapianti, circa 6mila pazienti stanno aspettando un nuovo rene, poco meno di un migliaio un fegato, circa 700 un cuore, oltre 200 un polmone e altrettanti un pancreas. Nonostante lo scorso anno il numero delle donazioni di organi abbia superato per la prima volta quota 2mila, permettendo la realizzazione di quasi 4.500 trapianti (oltre il 15% in più del 2022), il numero degli organi che si rendono disponibili non è ancora sufficiente ad assicurare il trapianto a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. “La ricerca scientifica nel campo dei trapianti sta andando velocissima, lo abbiamo dimostrato anche in Italia con il grande sviluppo della donazione a cuore fermo, ma l’innovazione non basta”, afferma il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin. “La speranza di chi aspetta un organo resta legata alla scelta della donazione, eppure ancora oggi circa un terzo dei cittadini che registrano la loro volontà sceglie di negare il consenso al prelievo. Dietro queste remore, comprensibili, a volte però c’è poca conoscenza del tema. Per questo è importante informarsi per prendere una decisione consapevole: donare gli organi è una scelta sicura, che non costa nulla a chi la compie ma che salva la vita di chi ne beneficia”. (ANSA).

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