Carruba, nuove virtù antitumorali per l’alternativa al cioccolato

Soprattutto sotto forma di farina, è un alimento che vanta numerosi utilizzi in cucina e nell’industria alimentare. E non solo. Ricca di antiossidanti, alcuni recenti studi aprono prospettive interessanti nella prevenzione

di Vita e Salute

È da molto tempo che dai suoi frutti si ricavano prodotti proposti in alternativa alla cioccolata o al cacao. Non sempre il risultato dal punto di vista del sapore conquista gli amanti dei “quadretti” di cioccolato al latte o – meglio ancora – fondente, magari all’80%. Forse però le più recenti ricerche sulle proprietà delle carrube potrebbero attirare l’attenzione dei più scettici.
Partiamo da alcuni elementi botanici. L’albero di carrubo (Ceratonia siliqua) produce grossi baccelloni, le carrube appunto, che a maturazione completa sono di colore marrone scuro. Le carrube essiccate possono essere consumate tal quali (contengono circa il 50% di carboidrati, fino al 16% di proteine, fibre 15%, minerali 4%) come alimento nutriente. Scartati i semi, la polpa può essere macinata per ricavare una farina dal sapore che ricorda il cacao e utilizzata in cucina per realizzare dolci e altri piatti, ma anche per integrare vantaggiosamente il mangime per gli animali. La ricchezza di fibre solubili e insolubili giustifica il tradizionale (moderato) inserimento della farina di carruba nella dieta dei soggetti colitici e stitici.

Fuori dai fornelli

Gli impieghi alimentari della farina di carruba sono quelli che balzano più evidenti agli occhi dei consumatori. Gli addetti ai lavori, tuttavia, sanno bene che sono i semi racchiusi nella carruba il vero tesoro nascosto di questo albero. I semi (carati), dalle dimensioni e peso regolari, sono stati usati un tempo proprio per questo motivo come unità di peso (il carato è l’unità di misura nella gioielleria) e per la fabbricazione di monili e di corone del rosario. Sono semi durissimi: la loro buccia è infatti formata da tre strati incrociati fra loro, il che li rende impermeabili ed estremamente resistenti alla scalfittura.
La parte esterna del seme è ricca di tannini astringenti e di sostanze coloranti, ma la parte più importante del seme è quella interna (endosperma), molto ricca di carrubina e di sostanze antiossidanti. La carrubina ha la proprietà di assorbire acqua o liquidi fino a 40 volte il suo peso secco. Per questa sua speciale caratteristica la farina ricavata dalla macinazione dei semi è usata nell’industria alimentare, tessile, della carta, ecc. come addensante, legante, stabilizzante, flocculante, sospendente, impermeabilizzante, eccipiente, omogeneizzante, agente di sedimentazione e di filtrazione.

Semi e polpa sorprendenti

E arriviamo alle novità scientifiche. Molecole dotate di attività antiossidante (cioè protettiva per la struttura e la funzionalità delle cellule) sono state identificate nei baccelli del carrubo, nella polpa e nei semi (Molecules 2021 Aug 19;26(16):5017). In particolare, durante questo studio (effettuato in collaborazione tra ricercatori ciprioti, austriaci e rumeni) sono state testate le proprietà antitumorali degli estratti di carruba, che hanno inibito la proliferazione delle cellule tumorali e/o facilitato la morte spontanea (apoptosi).
Occorre precisare che questi effetti positivi sono stati ottenuti operando su cellule isolate in laboratorio e non su soggetti umani. Pur con queste cautele, questi risultati indicano comunque che gli estratti di carruba potrebbero avere un ruolo nella prevenzione del cancro e nello sviluppo di integratori alimentari e di nuovi farmaci. Questo studio è una più recente conferma di quanto già accertato una ventina di anni fa da ricercatori italiani dell’università di Modena e Reggio Emilia (Fitoterapia 2002 Dec;73(7-8):674-84). Altre ricerche più recenti evidenziano gli effetti protettivi degli estratti di carruba sulla fertilità maschile.
Semi e farina di carrube si trovano nei negozi specializzati o in diversi store on line.


Ricettario a tutta carruba

La farina di carruba ha un sapore assai simile a quello del cacao. Inoltre è naturalmente molto più dolce del cacao in polvere e si presta quindi ottimamente per realizzare dolci senza o con un minimo apporto di zucchero.

Tartufi alla carruba e cacao
5 cucchiai di farina di carrube
50 g di cacao in polvere
20 g di cioccolato fondente
una manciata abbondante di mandorle
un granellino di sale
Partiamo tenendo il piede in due staffe, con una ricetta che valorizza sia la carruba che il cacao.
In un mixer tritate finemente le mandorle. Aggiungete la farina di carrube, il sale, il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e il cacao in polvere. Amalgamate perfettamente. Se l’impasto non ha una consistenza ideale per essere manipolato con facilità, aggiungete un cucchiaio di latte vegetale oppure un po’ di farina. Formate delle palline non troppo grandi e rotolatele nel cacao amaro. Inseritele nei pirottini di carta e lasciate riposare in frigo per almeno mezz’ora prima di gustare.

Budino di carrube
500 ml di latte di mandorla o di avena
2 cucchiai di farina di carrube
3 cucchiai di amido di mais
1 cucchiaio di miele
buccia grattugiata di mezza arancia
In un padellino mettete l’amido e la farina di carrube e aggiungete la buccia di arancia grattugiata. Versate gradatamente la bevanda vegetale, evitando la formazione di grumi. Mettete sul fuoco, aggiungete il miele e fate sobbollire mescolando per una decina di minuti. Trasferite il composto in uno stampo per budini oppure in contenitori monoporzione. Fate raffreddare e riponete in frigorifero per un paio d’ore. Questa è la versione base, che potete variare e aromatizzare a piacere.

Crema spalmabile di carrube e nocciole senza zucchero
200 g di nocciole spellate
3 cucchiai di farina di carrube
2 cucchiai di olio evo (gusto leggero)
Ecco la ricetta della famosa crema “alternativa”. Tritate le nocciole nel mixer sufficientemente a lungo fino a trasformarle in una pasta oleosa. Aggiungete l’olio e la farina di carrube. Mescolate per amalgamare perfettamente. Si conserva in frigorifero in vasetti chiusi. Si può anche congelare in bicchieri di carta coperti con pellicola trasparente o con carta forno.

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