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Cambio di stagione: stanchi e apatici? Provate questa marcia in più

In questo periodo di cambio di stagione, piante come ginkgo biloba, ginseng e rodiola si rivelano aiuti efficaci

Il nostro organismo viene “risvegliato” dagli stimoli climatici del cambio stagione ma ha bisogno di un personale tempo di adattamento per goderne appieno i benefici. Per aiutare quindi la nostra mente a concentrarsi e il nostro umore a non oscillare troppo ci viene incontro la natura viene grazie a piante officinali dalle qualità tonico-energizzanti.

Di Vita&Salute

Per molte persone la fase di transizione dal freddo invernale, alla primavera fino alla calda estate è sinonimo di stanchezza, poca concentrazione e umore ballerino.

I sintomi del cambio stagionale sono molto comuni nella popolazione mondiale adulta. Il nostro organismo mette in atto alcuni meccanismi di adattamento durante il cambio climatico attivando le funzioni endocrine e cognitive. Il progressivo aumento della durata del giorno rappresenta, secondo gli esperti, il principale fattore scatenante della stanchezza fisica e dell’affaticamento mentale. Durante la primavera una maggiore esposizione alla luce condiziona la sintesi di diverse sostanze come la serotonina, l’ormone regolatore dell’umore, e le monoamine, molecole coinvolte nel controllo della concentrazione. Il nostro organismo viene quindi “risvegliato” dagli stimoli climatici ma ha bisogno di un personale tempo di adattamento per goderne appieno i benefici. Cosa fare, quindi, per aiutare la nostra mente a concentrarsi e il nostro umore a non oscillare troppo?

La natura viene ancora una volta in nostro aiuto grazie a due piante officinali dalle qualità tonico-energizzanti: Ginkgo Biloba e Ginseng.

Energia ritrovata

Il ginkgo biloba è una pianta della famiglia delle Ginkgoaceae. Possiede numerosi principi attivi tra cui si distinguono flavonoidi e ginkgolidi presenti in elevate quantità nelle foglie della pianta. I ginkgolidi agiscono principalmente sul microcircolo cerebrale sia migliorando la vascolarizzazione del tessuto nervoso sia favorendo l’attività di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nelle abilità cognitive. L’azione antiossidante del ginkgo è talmente intensa da riuscire a stimolare la rigenerazione delle cellule nervose apportando benefici a memoria e concentrazione. Le proprietà neurostimolanti del ginkgo possono essere utilizzate anche per aumentare il tono dell’umore in caso di ansia generalizzata.

È possibile assumere la pianta in due principali modalità: la Tintura madre (TM) e l’estratto secco (ES). Quest’ultimo può essere usato per trattamenti intensivi e mirati grazie alla standardizzazione dei principi attivi che ne garantisce la quantità nel preparato. La percentuale di principi attivi consigliata è 24% in flavonoidi e 6% in ginkgolidi per una dose media giornaliera di 240 mg in capsule. Data la maggiore concentrazione di molecole ad azione terapeutica, l’ES di ginkgo rappresenta un vero e proprio fitofarmaco capace di interagire con altre terapie o patologie in atto. L’ES è controindicato nelle persone con problemi della coagulazione sanguigna o malattie del fegato. Questa pianta quindi interagisce con farmaci anticoagulanti, ma anche ansiolitici, psicoattivi e ipoglicemizzanti orali.

Gli effetti collaterali della terapia a base di ginkgo sono blandi, tuttavia possiamo ridurne l’incidenza utilizzando un estratto secco privo di acidi ginkgolici.

Più vigili con ginseng

Per combattere la stanchezza e la sonnolenza nelle giornate primaverili possiamo integrare anche il ginseng (Panax ginseng). Originaria dei paesi orientali, questa pianta appartiene alla famiglia botanica delle Araliaceae e concentra i suoi principi attivi nelle radici. I costituenti fitochimici del ginseng incrementano la capacità di adattamento dell’individuo ai cambiamenti esterni stimolando una risposta fisiologica positiva verso gli eventi stressanti. Il ginseng sembra agire direttamente sulla sintesi di alcuni neurotrasmettitori, come dopamina e corticotropina. Questo provoca maggiore reattività mentale e aiuta l’organismo a contrastare l’affaticamento muscolare e la difficoltà di attenzione. Il ginseng è definita una pianta adattogena: in parole povere, aumenta la resistenza dell’organismo allo stress e agli stimoli che affaticano. È stata inoltre confermata l’attività tonica grazie all’aumento di produzione della serotonina che promuove uno stato di benessere psicofisico.

UN DUO VINCENTE. L’associazione tra ginseng e ginkgo biloba si è dimostrata particolarmente interessante poiché in grado di ottimizzare l’azione terapeutica delle due piante ottenendo un notevole miglioramento delle funzioni cognitive. La percentuale di principi attivi consigliata è 15% di ginsenosidi, in forma di estratto secco preparato in capsule, con posologia variabile dai 100 ai 200mg al giorno. Meglio assumere il ginseng nelle ore mattutine sia per dare una sferzata di energia in più alla nostra giornata sia perché la sua azione tonica potrebbe interferire con il sonno. Le precauzioni di utilizzo del ginseng sono le stesse descritte per il ginkgo biloba, ma un confronto con il proprio medico di fiducia, prima di iniziare una cura, è sempre consigliato.

Scoprite la rodiola

Se il cambio di stagione incide soprattutto sul nostro umore, possiamo ricorrere a un altro aiuto naturale: la rodiola (Rhodiola rosea). Grazie alle sue origini scandinave l’impiego della rodiola si è diffuso nelle regioni montane dell’Europa e dell’Asia facendola diventare la seconda pianta adattogena – dopo il ginseng – più utilizzata. La caratteristica dei principi attivi concentrati nella radice della pianta, denominati rodosina e rosavina, è quella di aumentare i livelli nel sangue delle endorfine – sostanze con azione anti dolorifica e stabilizzante dell’umore – e migliorare l’instabilità emotiva.

Negli sportivi e nelle persone convalescenti la pianta riesce a diminuire i tempi di recupero neuromuscolare dopo un esercizio o uno stress psicofisico, aumentando la sintesi delle proteine. Il dosaggio quotidiano consigliato varia dai 450 a 650 mg al giorno di estratto secco titolato in capsule. Le ricerche non hanno finora individuato controindicazioni o interazioni specifiche della rodiola ma è consigliabile non assumerla in contemporanea a terapie farmacologiche antidepressive.

Possiamo combattere i sintomi del cambio di stagione anche con qualche tisana “adattogena” a base di ginseng ed eleuterococco. Ecco un esempio:

  • radice di ginseng (Panax ginseng) 40 g
  • radice di eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) 40 g
  • radice di liquirizia (Glycyrrizha glabra) 20 g

Fate bollire un cucchiaio di tisana in un recipiente adatto per 15 minuti. Lasciate in infusione per 20 minuti coprendo il contenitore. Filtrate e degustate.


AIDO ringrazia Fondazione Vita e Salute e la Chiesa Cristiana Avventista che con il suo 8×1000 sostiene la promozione di un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e insieme un gesto concreto verso la promozione della cultura del dono.

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