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Brugherio, inaugurazione del monumento ai donatori di organi

Un monumento per ricordare i donatori brugheresi che, scegliendo in vita di donare i propri organi e tessuti dopo la morte, hanno restituito salute e serenità a pazienti in lista d’attesa per un trapianto. Si può donare a qualsiasi età, così come può capitare di ricevere a qualsiasi età, ma più spesso i beneficiari del dono sono giovani e giovanissimi affetti da patologie senza cura che rischiano di interrompere la loro esistenza o trascorrerla in un reparto d’ospedale.

Basterebbe un Sì perché possano ritornare a crescere, studiare, lavorare, essere utili alla società, generare vite nuove. Tra di loro potrebbero esserci professionisti, medici e, perché no, ricercatori in grado di trovare nuove soluzioni per curare malattie devastanti.

Se ci fosse bisogno di motivare la decisione del Gruppo AIDO di Brugherio, questa sarebbe più che sufficiente, ma la dedica del monumento posto davanti al Cimitero nuovo di via San Francesco D’Assisi è un atto dovuto e per questo apprezzato e condiviso dai cittadini e dalle Istituzioni.

A cominciare dal primo cittadino, Marco Troiano, che ha appoggiato il progetto. All’inaugurazione del monumento, domenica 16 aprile, Troiano ha ricordato che la scelta di donare gli organi è personale e si può esprimere la propria volontà anche negli Uffici Anagrafe dei Comuni nel momento in cui si rinnova la Carta d’Identità.

Nulla più del dono”, titolo dell’opera di Antonio Teruzzi, vuole essere un messaggio di speranza ma anche un segno tangibile, stimolo e spunto di riflessione per chiunque si trovasse di fronte al manufatto. Interpretando alla perfezione il pensiero dei volontari Adini, l’artista ha realizzato un’opera straordinaria dove entrambe le facce hanno la stessa importanza, a simboleggiare l’universalità del dono.

La logica del dono è il non sapere a chi si dona”; le parole di don Alberto Capra, Parroco di Brugherio, durante la benedizione del monumento, hanno spiegato la bellezza del gesto anonimo e disinteressato, perché la dignità di chi riceve è pari ovunque e sempre.

Dignità e vita, sono i prodotti della “macchina dei trapianti”, come ha raccontato Ombretta Rosa, Vice presidente AIDO provinciale Monza e Brianza: volontari, operatori del settore, Istituzioni sono elementi di un ingranaggio perfetto che viene azionato solo grazie ad un SÌ.

Lucio D’Atri, Presidente del Gruppo AIDO Brugherio, Vice Presidente Vicario AIDO Provinciale Monza e Brianza, Consigliere Regionale e Nazionale, nel salutare i numerosi presenti ha ringraziato l’artista Antonio Teruzzi e quanti hanno permesso la realizzazione del progetto; Bruno Rogari, Antonio Tassoni e tutti gli amici che hanno prestato il loro aiuto volontariamente e gratuitamente. L’ultimo ringraziamento è riservato al Consiglio AIDO Brugherio, uno dei Gruppi trainanti tra i più attivi sul territorio brianzolo che, ad oggi, conta 1.764 iscritti.

Ufficio Stampa A.I.D.O. Monza e Brianza

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