BASILICATA E OLGINATE/VALGREGHENTINO – GEMELLATI PER AIDO

Dopo la Messa per festeggiare il 50° di fondazione del Gruppo Comunale di Olginate/Valgreghentino, nella prima serata mercoledì 22 novembre sono seguiti altri momenti colmi di emozioni.

Nella sala consiliare del Comune di Olginate il Sindaco Marco Passoni e Fabiano Popia, presidente dell’AIDO Regionale Basilicata e del Gruppo Comunale di Valsinni (MT) – quest’ultimo è gemellato da tempo con quello di Olginate/Valgreghentino – hanno accolto i volontari AIDO per riconoscere l’impegno di Giampietro Mariani e del Professor Cristiano Martini, già direttore del Dipartimento di Neuroscienze – Servizio Anestesia e Neuro rianimazione dell’ospedale Manzoni di Lecco, dove si è occupato a lungo in prima persona del delicato tema dei trapianti.

Ed è proprio dal territorio lucano e dalla Regione Basilicata, da ANCI e dalla stessa AIDO sono giunte le targhe e le pergamene per omaggiare le due figure che tanto hanno fatto per diffondere la mission dell’associazione.

Oltre a Passoni era presente anche Matteo Colombo Sindaco di Valgreghentino, il Prefetto Sergio Pomponio, don Matteo Gignoli, il presidente dell’AIDO Lombardia Corrado Valli e quello provinciale Giacomo Colombo, Giulio De Capitani già Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Italo Bruseghini ex Sindaco di Olginate e Presidente del Fondo di Comunità di Olginate e i tanti amici, fra cui il Presidente dell’Avis di Olginate.

Il Prof. Martini ha commentato: “Io l’ho fatto a livello scientifico, com’era doveroso, ma il vero motore di tutto questo sono stati e saranno sempre i volontari” mentre Mariani ha commentato l’evento, proponendo una lettera indirizzata idealmente, quasi trent’anni fa, dal professor Martini a Rosella Popia, per raccontare come il papà avesse trasformato il dolore e gli insegnamenti appresi “in solidarietà concreta“.

La chiusura è stata invece affidata al Prefetto Sergio Pomponio: “Con queste storie ci troviamo di fronte a una dimensione privata che si proietta nella collettività, aperta al dono e all’accoglienza, con persone che hanno contribuito alla crescita di questo territorio e hanno anche ricevuto tanto in cambio”, le sue parole. Ciò che caratterizza la donazione degli organi è il fatto di alterare il rapporto con il corpo, quello che spesso riteniamo la parte più importante di noi, dalla quale è molto difficile staccarsi anche per chi come me, grazie alla fede, crede nell’immortalità. Sono io, quindi, che ringrazio per questi esempi“.

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