Aido, Bergamo prima per adesioni. «Un esempio per tutta l’Italia»

Il 50° dell’associazione. Conta 79mila iscritti e 134 gruppi. Donazioni nazionali in aumento. La presidente Petrin: «Il traguardo? Dare una risposta alle 8mila persone in lista d’attesa»

Con quasi 80mila iscritti (79.365) e 134 gruppi, Bergamo è capitale italiana dell’Aido, l’associazione che quest’anno compie mezzo secolo e che proprio nella nostra città, quartiere Monterosso, venne fondata il 26 febbraio 1973, dall’udinese Giorgio Brumat, scomparso nel 2001.

Numeri in crescita quelli dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule. «Nel 2022 abbiamo avuto il record di 23mila donazioni – dice la presidente nazionale, la veneta Flavia Petrin – e i primi sette mesi di quest’anno, in proiezione, ci portano a un più14% di donazioni e a un più 16% di trapianti. E la Lombardia eccelle: è la regione con più donatori e più strutture, gruppi e sezioni, 400 delle mille distribuite in tutta Italia. E Bergamo è in testa alla Lombardia, esempio per l’Italia».

«In genere – continua Petrin – il Nord Italia, grazie all’alto numero di volontari ha un numero di donazioni maggiori rispetto al Sud. Siamo comunque in crescita ovunque, dopo l’anno nero della pandemia quando le donazioni sono scese a 7mila. Un calo generale che ha visto colpire soprattutto la Spagna, l’unico Stato che sta davanti a noi quanto a numero di donazioni».

Un milione e mezzo sono in Italia le persone che hanno manifestato la volontà di donare, «Ovviamente sono soprattutto gli anziani che hanno manifestato tale volontà già da decenni – dice Petrin – e il 47% ha tra i 46 e i 65 anni. Ma grazie alle tante attività di sensibilizzazione soprattutto nelle scuole, negli ultimi dieci anni la metà di chi aderisce all’associazione è rappresentata da under 35. E, anzi, con l’aumentare dell’età purtroppo i no aumentano. Ma per donare non c’è assolutamente limite di età, è questo che vogliamo comunicare». Una scelta che si può fare nei municipi, al momento del rinnovo della carta d’identità, oppure direttamente all’Aido, anche in via digitale.

Domani e domenica, a Bergamo e San Pellegrino i festeggiamenti per i 50 anni dell’associazione. «A febbraio abbiamo festeggiato a Roma dove c’è la Sede nazionale – continua Petrin -, ma era doveroso tornare a Bergamo dove siamo nati e a  San Pellegrino dove si è tenuta la nostra prima assemblea nazionale».

Domani pomeriggio è previsto l’omaggio al Famedio di Bergamo al fondatore Giorgio Brumat, con la Messa. Poi a San Pellegrino cena a spettacolo teatrale. Domenica a palazzo Terzi a Bergamo l’incontro con il sindaco Giorgio Gori.

«Il 50° è un grande traguardo ma soprattutto vuole essere una ripartenza – dice la presidente -. In questi anni siamo riusciti ad avere voce nella legge quadro che regola donazioni e trapianti, abbiamo lavorato tantissimo sulla formazione e  la capacità di trasmettere il messaggio della donazione. Il prossimo traguardo? Abbiamo oltre 8mila persone in lista di attesa a cui vorremmo assicurare una vita, Perché ogni anno muoiono in Italia 500 persone per mancato trapianto. Noi siamo il primo anello di una catena che ridà la vita a tante persone. E quante persone trapiantate ho incontrato in questi anni. E quanti familiari di donatori. Che poi restano nei pensieri perenni anche di chi ha ricevuto la donazione di un organo».

(Giovanni Ghisalberti, L’Eco di Bergamo)

Nella foto: Giorgio Brumat alla I^ Assemblea nazionale dell’Aido, nel settembre 1975, a San Pellegrino

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