40° anniversario dalla fondazione dell’AIDO a Concorezzo

Domenica 23 ottobre verrà ricordato a Concorezzo l’inizio dell’attività dei volontari dell’Aido che il Gruppo comunale del Vimercatese ha voluto dedicare a Tarcisio Ronchi, primo Donatore della cittadina.

Nel 1956 don Carlo Gnocchi fu il primo Donatore di cornee in Italia, dopo aver raccomandato a quanti lo assistevano di continuare la sua opera a favore dei bambini mutilati dagli ordigni della guerra mondiale. Con amore e carità volle anche donare le sue cornee per assicurare la vista a due bambini ciechi.

L’associazione, con lo scopo di divulgare il valore della donazione, nasce nel 1973 a Bergamo (Donatori Organi Bergamo – DOB), diviene poi AIDO e dopo solo 4 anni supera i 70.000 iscritti. Non pochi sono stati gli ostacoli, i contrari ai trapianti di organi erano molti e in tutti gli strati sociali. Ora i possibili donatori in Italia cono circa 10 milioni.

L’approvazione della Legge sulla donazione organi del 1991 è un grande risultato ottenuto con il contributo dell’AIDO con iniziative costanti e diffuse su tutto il territorio italiano. La legge regolamenta la tracciabilità e la trasparenza dell’intero processo di “donazione-prelievo-trapianto”. Stabilisce anche le diverse modalità, elencate in calce, per dare la propria adesione alla donazione post-mortem.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità – ONU) oggi riusciamo a soddisfare solo il 10% del fabbisogno mondiale di trapianti. Il Paese più attivo è la Spagna; ha raddoppiato la sua attività di trapianti in meno di un decennio. Il punto forte della Spagna è la capacità di convincere i parenti del defunto ad accettare il principio della donazione.

In Italia, nonostante la pandemia, la Rete dei trapianti ha dimostrato tutta la sua solidità, mantenendo sempre in funzione le unità operative dei trapianti. L’obbiettivo di AIDO è arrivare che siamo tutti donatori dalla nascita, salvo dare il proprio dissenso, come in Spagna

Citiamo un evento eccezionale: All’ospedale di Niguarda di Milano la mattina del 31 dicembre 2019 vengono convocati 80 tra chirurghi, anestetisti, infermieri, barellieri, patologi, tecnici e personale sanitario vario. Inizia una maratona di 30 ore ininterrotte in sala operatoria. Quattro donatori con età compresa tra i 19 e gli 81 anni hanno salvato 11 vite, 2 sono bambini. Si può fare Capodanno in sala operatoria, per il bene degli altri.

Ufficio Stampa A.I.D.O. Sezione Provinciale M.& B.

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